Wilma Chasseur

Wilma Chasseur”LA GRANDE TRAVERSATA”

LA GRANDE TRAVERSATA
19a Domenica T.O.




La prima lettura ci mostra il profeta Elia che non ne può più: il mestiere di profeta è duro quando i risultati non ci sono e le parole annunciate sono come discorsi al vento. Il popolo è di dura cervice e il profeta è tentato di gettare la spugna – ma ecco che dopo aver detto “non ce la faccio più” viene un angelo a dirgli. “Su mangia perché è troppo lungo per te il cammino”. E’ come se, attraverso l’angelo che è sempre un messaggero di Dio, il Signore stesso gli dicesse “non contare sulle tue forze che non ti basteranno per percorrere tutto il cammino che è ancora troppo lungo, ma conta su di Me, sulla mia forza che ti darò giorno per giorno”. Ed ecco allora che, improvvisamente, il profeta che non ce la faceva più, ce la fa di nuovo. Dopo aver riconosciuto la propria debolezza ecco che interviene la forza di Dio, ed Elia, dopo aver mangiato il cibo che misteriosamente si trova davanti riprende a camminare per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio. Giuntovi entra in una caverna per passarvi la notte quand’ecco sente la voce del Signore che lo invita ad uscire. E fu allora che Dio passò. In che modo? Prima ci fu un vento impetuoso, poi un terremoto, poi un fuoco. E Dio non era lì. Ma ecco sopraggiungere una brezza leggera: allora Elia si coprì il volto con il mantello perché Dio era lì.
Perché dubiti?
Nel Vangelo vediamo Gesù di nuovo alle prese con le forze della natura. Avevamo già visto altre volte come Egli avesse esercitato il suo potere – oltre che sulle malattie che guariva e sugli spiriti immondi che scacciava – anche sugli elementi scatenati della natura, quando ordinava ai venti e al mare in burrasca di placarsi, e questi obbedivano e subito ritornava la bonaccia. E gli apostoli stupiti si chiedevano: “Ma chi è costui al quale addirittura i venti e il mare obbediscono?” Anche oggi lo vediamo sul lago agitato dalle onde a causa del vento contrario e anche questa volta dimostra di conoscere il linguaggio della natura e appena salito sulla barca, il vento cessa. Ma prima, oltre al vento atmosferico, si era scatenato il vento del dubbio e della paura dei discepoli che, vedendolo camminare sulle acque lo credono un fantasma. E continuano ad aver paura anche dopo che il Signore li rassicura dicendo loro: “Coraggio sono io, non abbiate paura”. Al punto che Pietro, incredulo fra gli increduli, chiede un segno: “Signore se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”. E all’invito del Signore riesce effettivamente a camminare per un po’ sulle acque, ma poi il peso della paura e del dubbio lo fa di nuovo sprofondare e il Signore deve acciuffarlo per i capelli e tirarlo su. “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. E finalmente, dopo essere saliti in barca e aver visto il Signore camminare sulle acque ed aver visto che aveva fatto cessare anche il vento, i poveri discepoli gli si prostrano davanti esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”. Alla buonora!!! Se eliminiamo il dubbio e la paura, cammineremo anche noi sull’acqua…
Montagne e traversata
Ecco qual è l’unica distanza che ci separa da Dio: la poca fede. Se avessimo fede come un granello di senape, non sussisterebbe nessuna distanza e nessuna montagna potrebbe più separarci da Lui. La montagna più grande da abbattere è quella della nostra incredulità! La fede ci rende Dio vicino, presente e nessuna tempesta potrà sconvolgere il nostro cammino se facciamo salire Lui sulla nostra barca. E’ quando pretendiamo di essere capaci di attraversare il mare da soli, che ce la vediamo brutta! Dobbiamo scegliere: o con Lui o (non sia mai)senza di Lui, ma non possiamo scegliere di non fare la traversata. Quella c’è per tutti! E qual è questa traversata? E’ la stessa vita che ha le sue burrasche e le sue tempeste e volenti o nolenti, dobbiamo affrontarle. Ma perché dobbiamo fare questa traversata? Perché sull’altra riva c’è qualcuno che ci aspetta. Se dall’altra parte non ci fosse nessuno, non ci sarebbe nessuna traversata da fare, ma noi sappiamo che la nostra vita ha senso se la impostiamo come un incontro con qualcuno, come un andare “verso” quel Qualcuno che ci aspetta a braccia aperte da tutta l’eternità.

WILMA CHASSEUR

Domande della settimana:

1) Dove giunse Elia? (Mt)

2) Cosa disse Dio?

3) Come si manifestò?

Fonte:http://www.incamminocongesu.org/

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