don Roberto Rossi

don Roberto Rossi”I pensieri degli uomini e i pensieri di Dio”

XXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) I pensieri degli uomini e i pensieri di Dio

Ci vengono donate parole molto belle, chiare, profonde, essenziali da parte del Signore  per la nostra vita di oggi. Dice Gesù a Pietro: “Allontanati da me perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini” e aggiunge a tutti i discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vuol salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà…” “Che cosa giova  all’uomo guadagnare anche il mondo intero, se poi perde la propria vita?”  
San Paolo applica tutto questo e afferma: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare, rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto…” Fa sorridere quando uno difende sempre la propria squadra di calcio anche quando perde. Fa paura, ed è pericoloso quando qualcuno ragiona e parla, sempre come il proprio leader politico, lo esalta, lo difende, lo scusa.
E’ preoccupante ed è grave, quando si va dietro alla mentalità corrente, alla cultura dominante, schiava tante volte dei poteri,  si va dietro alla moda, ai discorsi di tutti,  es. giornali  e TV, agli stili di vita mondani… rinunciando al proprio pensiero, alla propria coscienza, alle cose importanti e fondamentali della nostra vita… Gesù richiama e rimprovera Pietro: “Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Molte volte c’è la paura di non essere “come gli altri”, (“ i miei amici” dicono i ragazzi), come se gli altri fossero la cosa migliore. Come persone umane consapevoli, come cristiani… siamo e dobbiamo essere diversi, nuovi, alternativi… veramente profondi e veri.  Essere come gli altri, a volte può essere la cosa peggiore… Dice Gesù: “Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo”.
C’è un bellissimo documento che descrive la vita dei primi cristiani, “la lettera a Diogneto”, e riporta proprio queste espressioni:  ”I  cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Risiedono poi in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile. Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera. Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, anche se da tutti vengono perseguitati…”  Siamo chiamati a vivere nella società, a riconoscere e a valorizzare le cose positive della società e delle culture, ma non possiamo lasciarci infangare, rovinare , condizionare, asserviti alla mondanità. “I pensieri degli uomini”, della cultura dominante, imperante e secolarizzata…
Quali sono le cose che maggiormente emergono nella vita sociale?  Soprattutto  la ricerca della ricchezza, del piacere, del potere. E noi sappiamo che il denaro deve essere solo un mezzo, per una vita sobria e una vita aperta l’amore. Gesù arriva dire: “Che cosa giova all’uomo guadagnare anche il mondo intero se poi perde la sua vita?”  Ci torna alla mente la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro. Quel ricco come davvero ha rovinato la sua vita per sempre! La ricerca del piacere…, noi conosciamo invece il valore della croce, cioè dell’impegno, del sacrificio. La ricerca del potere…, noi sappiamo com’è importante invece il servizio, il cercare sempre il bene degli altri e non la propria carriera. Ha detto Gesù: “Chi vuol essere il  più grande, si faccia il servo di tutti”. Nella società, se non si sta attenti, può succedere che il male viene considerato bene, ee  il bene viene deriso snobbato, addirittura con l’espressione “buonismo”. Mi chiedo: chi avrebbe il coraggio di dire a madre Teresa di Calcutta o ad Annalena Tonelli che sono “buoniste”?. Quando non si è buoni, si cerca di mettersi a posto la coscienza, si diventa irrispettosi e malevoli. Il “male” che viene “bene”: ad es.  l’indifferenza verso i poveri, il razzismo, lo sfruttamento. E dopo che le nostre società hanno calpestato e sfruttato i poveri del mondo, ora ancora li calpestiamo, non li vogliamo,   non ci interessa la loro sorte. “Dovremo rendere conto della morte di tanti poveri, dei profughi, degli innocenti della terra” (papa Francesco). Il “male” che viene considerato “bene”: Pensiamo all’aborto, all’eutanasia, ad ogni attentato alla vita. Madre Teresa, nella sua profonda coerenza ha affermato: “Se una madre uccide un figlio, allora tutto il male possibile”. Ma pensiamo anche alla cattiveria che si sta diffondendo sempre più, gli uni verso gli altri, nella vita sociale, nelle relazioni con le persone, nella politica, nell’incontro con le persone, al supermercato, per la strada, nei luoghi di lavoro.
Il card. Zuppi ha pubblicato un libro con un titolo provocatorio: “Odierai il prossimo tuo”. Ma è proprio quello che tante volte avviene. I grandi valori della vita, della persona, della fede dobbiamo portarli avanti non con delle crociate, ma con una testimonianza chiara, concreta, serena, come aiuto alla riflessione, alla cultura, come costruzione responsabile del futuro. “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare, rinnovando il vostro modo di pensare, per discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito, è perfetto”.
La vita è bella, quando è costruita sull’impegno, nella responsabilità dei propri doveri: ecco la croce di cui parla Gesù. La vita è pienamente realizzata quando è amore, dono, condivisione, ricerca del bene di tutti gli altri, e non del mio egoismo: ecco “il perdere la vita” di cui parla Gesù. In questi giorni viene ordinato sacerdote un giovane che ha trovato proprio nel dono di sé ai bambini, ai poveri, al Signore… il tesoro e la gioia della propria esistenza. Fin da ragazzo ha coltivato queste cose belle  che sono un vero dono di Dio alla sua vita e che lui ora vuole donare agli altri, per la gioia e per la vita di tutti.

Fonte:http://www.parrocchiareginapacis.it/


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