don Roberto Seregni

don Roberto Seregni”Rinnegare l’uomo vecchio”

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XXII domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! ”.
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno”.

Davanti alle parole di Gesù, i sogni di Pietro e dei discepoli si sgretolano come castelli di sabbia al sole. Loro sono davvero convinti che Gesù sia il Messia atteso, le sue parole e i suoi gesti non lasciano dubbi. Ma la prospettiva della passione e della croce manda tutto in frantumi.
Pietro non accetta, non capisce e vuole insegnare a Gesú come fare il messia: “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”. L’ex-pescatore di Cafarnao si oppone e suggerisce una via diversa. Ma Gesú, senza esitare, ricorda a Pietro qual è il suo posto: “Dietro a me”.
In questa espressione possiamo identificare l’essenza del discepolato: camminare dietro al maestro, lasciarsi guidare. Quella del discepolo è una esistenza caratterizzata dalla fiducia, dall’abbandono e dalla leggerezza.
La proposta di Gesú è chiara: seguirlo è rinnegare se stessi e prendere la Croce. A volte questa affermazione di maestro non è stata interpretata correttamente. Rinnegare se stessi non significa disprezzarsi o pensare che questa vita serva solo a meritarsi la vita futura. Gesú non vuole trasformare la nostra esistenza in un sacrificio di tristezza e grigiore.
Rinnegare se stessi significa cambiare il centro della vita: non piú me stesso ma Dio. Dobbiamo rinnegare il nostro egoismo, le nostre chiusure, le logiche di possesso e di sicurezza. Dobbiamo rigettare la nostra indifferenza, pigrizia e superficialitá. Paolo direbbe che ci dobbiamo spogliare dell’uomo vecchio e rivestirci dell’uomo nuovo (cf Ef 4,22-24).
Coraggio amici, liberiamoci da tutto ció che ci invecchia e dalle abitudini che ammuffiscono l’anima e il corpo. Lasciamoci guidare dalla parola di Gesú per rinnovarci e rivestirci dell’uomo nuovo.

Un abbraccio
Uniti nella preghiera
Don Roberto

Fonte:https://sullatuaparola.wordpress.com/


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