Tonino Lasconi

Tonino Lasconi”La fede è lasciarsi sedurre dal Signore”

XXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A – 2020

Da una religione in cui ci siamo trovati a Gesù che chiede scelte coraggiose.

Seduzione è una parola che evoca cose belle e cose brutte: incanti e tradimenti, entusiasmi e ripensamenti, azzardi e paure. Introdurre questa parola in una riflessione sulla fede appare quasi una profanazione. Non è così. Il brano di Geremia (soprattutto se lo si continua a leggere oltre il frammento proposto dalla liturgia) è la descrizione di una seduzione amorosa con tutto ciò che essa comporta. «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre», esclama Geremia. E da quel momento la sua vita non è stata più la stessa: una montagna di difficoltà! Voleva uscirne: «Mi dicevo: “Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!”». Ma: «nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo».

Anche se con toni diversi troviamo Gesù nella stessa situazione: deve “andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno”. “Se è così, non ci andare! Lascia perdere!”, suggerisce Pietro. Le sue parole e la logica che le ispirano evocano situazioni personali e familiari ben conosciute: “ma perché non lo lasci perdere!”; “perché gli dai retta!”; “ma levatela da torno”, “non vedi come ti ha ridotto”. La risposta: “Vorrei ma non posso. Non ce la faccio”. Come Geremia: «Mi dicevo: “Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!”. Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo».

Gesù non va a Gerusalemme a cuor leggero. La reazione quasi stizzita al povero Pietro che per affetto gli consiglia di cambiare strada rivela chiaramente che la decisione gli pesa e, come rivelerà nell’Orto degli Ulivi, lo spaventa. Ma nel suo cuore c’è il fuoco ardente della promessa al Padre: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo» (Sal 40, 8-9). Va a Gerusalemme a perdere la sua vita per il Padre. Per amore.

Quello che Gesù chiede a chi vuole essere suo discepolo è lasciarsi sedurre: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Non chiede preghiere, complimenti, applausi, ma di andare dietro a lui, di “perdere la vita” per lui. Questa decisione non può cadere addosso; non è una situazione nella quale ci si è trovati perché si è nati in un paese o in un tempo piuttosto che in altri. Presuppongono una scelta libera, consapevole e appassionata: i verbi che Gesù adopera non sono imperativi, ma esortativi: rinneghi, prenda, segua.

Una fede così, una fede “seduzione” ci preoccupa, ci appare impossibile da seguire da parte di chi ha una vita normale. Può andare bene, semmai, per qualcuno che non deve fare i conti con la realtà, perché ha chi lo nutre e chi lo veste, oppure per qualche fanatico sognatore, destinato a fare una brutta fine, ma non a cristiani “semplici” che se riescono a trovare un po’ di spazio per una preghiera e per la Messa è già tanto.

Eppure Gesù chiede questo. E questo dobbiamo fare se vogliamo essere suoi discepoli. Non è facile, sia perché rinnegare se stessi non può essere facile, sia perché siamo cristiani perché ci siamo trovati dentro una religione, non davanti alla scelta di una persona. Allora che fare? Nei matrimoni di una volta, spesso ci si sposava per imposizione o interesse della famiglia, a volte senza nemmeno conoscersi. Poi o si rompeva e ci si lasciava sentimentalmente se non si poteva fare fisicamente, oppure si imparava ad amarsi. Questa è la nostra situazione nella fede: o si rompe e si lascia (è quello che succede a tanti. Vedi i risultati della ricerca condotta da Community Media Research per La Stampa), oppure ci si lascia sedurre da Gesù, trasformando la fede da consuetudine a sequela. È quello che avviene quando – come suggerisce san Paolo – non ci adattiamo al conformismo di questo mondo, ma rinnoviamo il nostro modo di pensare, andando dietro a lui, seguendo i suoi passi.

Fonte:https://www.paoline.it/


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