p. José María “I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO”

XXVI TEMPO ORDINARIO – 27 settembre 2020 – Commento al Vangelo
“I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO”

di p. José María CASTILLO

Mt 21, 28-32[In quel tempo, disse Gesù ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:] “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, Signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Risposero: “Il primo”. E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi nella via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”.Dopo l’entrata di Gesù a Gerusalemme e la violenta cacciata dei mercanti dal tempio (Mt 21, 1-27), la gran «parodia del potere» (W. Carter), il vangelo di Matteo colloca tre parabole tremende, tutte e tre dirette contro i dirigenti religiosi (non contro il popolo di Israele): la parabola dei due figli (Mt 21, 28-32), quella dei vignaioli omicidi (Mt 21, 33-46) e quella del banchetto del Regno (Mt 22, 1-14). Con questo Gesù rende più tesa la situazione di scontro con i responsabili della religione. E dice loro che sono: 1) quelli che non fanno quello che Dio vuole; 2) quelli che si sono impadroniti del potere ed uccidono chi li ostacola; 3) quelli che non entreranno nel banchetto di Dio. Si comprende che proprio in quel momento avrebbero voluto uccidere Gesù (Mt 21,46). E non lo hanno fatto perché il popolo stava dalla parte di Gesù e gli uomini del tempio avevano paura della gente (Mt 21,46b. Cf. Mc 11,18.32; 12,12; Mt 14,5; 21, 26-46; Lc 20,19; 22,2). Quegli uomini così religiosi, oltre ad essere traditori, erano codardi.La parabola si capisce subito: l’etica di Gesù non è l’etica dei propositi e delle parole, ma è l’etica dei fatti. Per Gesù ciò che «si dice» non conta; ciò che conta è ciò che «si fa». Soprattutto quando quello che si dice è esattamente il contrario di ciò che si fa. Che è ciò che è successo con quei due fratelli. Ed è quello che accade tante volte all’élite religiosa: nelle loro predicazioni parlano contro l’amore al denaro quelli che assomigliano a qualunque cosa meno che ad un povero; parlano contro l’orgoglio quelli che occupano sedi di potere e di dignità; sono severi censori del sesso quelli che nascondono e proteggono delinquenti sessuali.Gesù accentua la sua denuncia affermando che i gruppi più disprezzati dall’élite religiosa (pubblicani e prostitute) precedono quest’élite nel cammino verso il Regno. L’aspetto notevole è che il verbo greco proágousin (Mt 21,31b) sta al presente, cioè «già ora» (M. Zerwick) i pubblicani e le prostitute «vi precedono» nel cammino verso il Regno. A giudizio di Gesù, quelli che sono più in ritardo nel cammino verso Dio sono proprio quelli che pensano di precedere gli altri e quelli che vedono se stessi come l’esempio da seguire.

Fonte:https://www.ildialogo.org/