padre Paul Devreux”La Buona Notizia è che c’è la pietra angolare”

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (04/10/2020)

Vangelo: Mt 21,33-43

“In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre.”
Quest’ uomo è Dio, che ci consegna la sua creazione, e se ne va lontano; si fida di noi.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.”
Sapendo che Dio non ha bisogno di nulla, quali sono i frutti che potrebbero interessargli? Abbiamo visto in queste settimane che la vigna l’ha fatta per noi, per darci la possibilità di lavorarci e di realizzarci, quindi i frutti che desidera sono di giustizia e pace, affinché tutti siano contenti. In altre parole punta a creare un paradiso in terra.

“Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.”
Gesù allude ai vari profeti che Dio ha mandato, che hanno sempre denunciato le ingiustizie e raccomandato le scelte giuste da fare, ma sono stati rifiutati e maltrattati.

“Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.”
Gesù dimostra che sa benissimo che stanno tramando contro di lui, ma così facendo rivela anche la sua identità di figlio di Dio, e questo aumenterà la loro determinazione ad ucciderlo.

“Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».”
Pensare che questo sia un’allusione ad un passaggio di consegne da Israele ai Cristiani, è un discorso di parte. Meglio sarebbe domandarci se oggi non siamo noi quei vignaioli che rifiutano i profeti e uccidono Gesù.
Mi sembra più importante concentrarci sulla buona notizia di questo Vangelo, che è quello che Gesù dice dopo, perché fino ad ora abbiamo solo ricordato chi siamo noi e come ci comportiamo nei confronti di Dio. Ora vediamo chi è Dio e quanto è diverso da noi.

“E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».”

La pietra scartata è Gesù crocifisso, rifiutato, banalizzato, non ascoltato e quindi ucciso tutti i giorni. Anche io, ogni volta che rifiuto il comandamento dell’amore, manifesto questo rifiuto.
Eppure, malgrado tutto, Gesù promette che diventerà per me e per tutti, la pietra angolare, cioè quella principale, quella che ci sostiene, perché la scoperta di Gesù, morto e risorto, mi rivela un Dio fantastico, un Dio che ci ama alla follia e che è più forte della morte. Questa è la sapienza della croce, che solo Dio poteva immaginare e mettere in pratica. Una meraviglia!
I capi di allora erano convinti di avere trovato il modo di sbarazzarsene. Invece il risultato è che è nato il Cristianesimo, che continua ad annunciare che quella croce è la massima manifestazione dell’amore e della superiorità di Dio.
Signore aiutaci a scoprire questa realtà, questa meraviglia, prima che tu debba consegnarla ad altri.

Se Lui dovesse consegnare il suo regno ad altri, lo farebbe con grande dispiacere; direi per disperazione, proprio perché non vuole che questo suo regno muoia, e spererà sempre che prima o poi lo accogliamo.

Fonte:https://www.qumran2.net/