Tutti i Santi  (01/11/2020) XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

In occasione della festa di tutti i Santi, la chiesa della mia parrocchia è stata addobbata con splendide composizioni di fiori, frutta e foglie.

«La terra ha dato il suo frutto» (salmo 67,7), ci dicono senza parole queste decorazioni. Le promesse della primavera, pur in mezzo agli imprevisti e al maltempo, si sono compiute in questa messe di autunno.

«La terra ha dato il suo frutto»: per me non c’è didascalia migliore che ci possa introdurre nella festa che oggi viviamo. Il seme della Pasqua ha portato il suo frutto, si è rivelato fecondo. La presenza silenziosa del Risorto continua a dare alla luce l’umanità nuova.

Io, Giovanni, vidi: ecco una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». (Apocalisse 7,9.10)

È una folla enorme quella che l’Agnello raduna attorno a sé, una moltitudine di persone che riconoscono con gratitudine di essere tutti figli e tutti fratelli.

I frutti della terra, posti sull’altare, sull’ambone, sul fonte della mia chiesa, non si ergono solitari: sono composti in un insieme, ed è questo che conferisce loro bellezza. Così siamo noi, frutti della Pasqua: facciamo parte di quel tutto che è il Corpo di Cristo che matura nella storia e che è destinato alla vita piena.

I frutti della terra si distinguono per la varietà delle forme e dei colori, che in questa stagione risplendono in modo particolare. Così siamo noi, frutti della Pasqua: l’amore del Signore, crocifisso e risorto, prende in ciascuno di noi una forma particolare, una sfumatura unica, nella quale si intrecciano il suo dono e la nostra risposta, fatta di slanci, di disponibilità e di resistenze.

Rallegriamoci oggi, perché prendiamo coscienza che in quella composizione che è l’assemblea dei santi siamo attesi anche noi, c’è posto anche per noi. Ma lunga e incerta è ancora la strada: che la contemplazione della Gerusalemme del cielo, nostra madre, seppur da lontano, ci possa consolare e incoraggiare.

La Pasqua del Signore ha dato il suo frutto: una moltitudine di persone nuove.

Fonte:http://www.twittomelia.it/


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