Don Paolo Zamengo”Immergiti “

Commento al Vangelo di Domenica 10 Gennaio 2021

Immergiti    Mt 1, 7-11

Sono tanti gli eventi che fanno da corona al Natale di Gesù. Oggi la liturgia ci fa rivivere il suo Battesimo. E non si tratta di un dettaglio di poco conto. Matteo parla di due battesimi, quello di Giovanni e quello di Gesù: “Io vi battezzo con acqua… Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.

La differenza non può sfuggirci. Giovanni Battista aveva richiamato nel deserto una folla numerosa. Donne e uomini che intravvedevano una possibilità di cambiamento, di rigenerazione, di cui sentivano  acuto e prorompente bisogno. Forse come oggi. Era un battesimo nell’acqua, certo, ma non per questo non profondo: impegnava la vita e a cambiare mentalità.

Ricordate? Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e i soldati si astengano da ogni forma di violenza e gli esattori delle tasse da ogni forma di arbitrio. Non era ancora il battesimo in Spirito Santo e fuoco. Ma era un primo passo e, senza il primo passo, non si arriva al secondo.

Il battesimo di Gesù sarà in Spirito Santo e fuoco. Saremo condotti da una energia interiore, saremo abitati dal soffio della passione di Gesù e del suo vangelo, divorati da un fuoco divino. Dio mette in gioco tutta la sua vivacità e fantasia: “Vi battezzerà in Spirito e fuoco”. 

Forse il primo passaggio è sentirci abitati dallo Spirito, è prendere contatto con questa parte intima di noi stessi. Che è alla radice di tutto. Tutto dipende da come siamo dentro, da che cosa siamo abitati, o divorati, dentro.

Gesù stava in preghiera, il cielo si aprì e discese su di lui lo Spirito Santo e la voce rivela che era il Figlio amato. Quasi che la rivelazione fosse rivolta solo a lui, nella sua anima, dove si prende coscienza di chi siamo e della missione che il Signore ci affida nel mondo. 

Mi chiedo spesso se siamo davvero convinti che il Battesimo è diventato un dato fondamentale della nostra vita. Il Battesimo ha a che fare con Dio che ci dona il suo Spirito. Ma ha a che fare anche con l’umanità, è il sacramento contro la distanza, contro l’indifferenza e contro la dimenticanza.

L’immersione nel battesimo allude anche a questa dimensione corale e comunitaria per la quale cancelliamo la distinzione tra vicino e lontano, cancelliamo dalla vita l’indifferenza e l’inimicizia. E diventiamo,  per vocazione, attraversati dalla passione di sentirci sempre più parte dell’umanità.

E’ diventato un rigagnolo avaro d’acqua la passione per l’umanità, per via di un contagio che ci fa spesso, troppo spesso, arresi a un individualismo esasperato, avvolgente e a volte vincente. Venuta meno la passione per il bene comune, il rischio è di diventare isole, isole accanto a isole, senza ponti che le unisce.

Gesù viene chiamato  “figlio amato” proprio mentre è immerso con tutti nelle acque. Gesù non ha selezionato con chi stare, non si è immerso nelle acque con i giusti. Si è immerso nelle acque con i peccatori! Immergiamoci  anche noi  in tutto ciò che è umano, in tutto ciò che ha a che fare con la storia, quella di oggi, e ascoltiamo rivolta a noi questa parola di Gesù: “Immergiti”.