Francesco Cosentino”Il coraggio di porre domande”

Vangelo della II domenica del tempo ordinario (Giovanni 1, 35-42)

Dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano, Gesù inizia il suo ministero e incontra i primi discepoli. Questo primo incontro, secondo l’evangelista Giovanni, inizia con una domanda che Gesù rivolge ad Andrea e all’altro “che cercate?”.

L’inizio della fede, cioè della nostra relazione con Cristo, non è una legge a cui obbedire, un dovere religioso da portare a termine o una risposta consolante, ma una domanda che ci rimanda a noi stessi, che ci scava dentro, che ci chiede il coraggio e la fatica di scoprire la verità di chi siamo e i nostri desideri più profondi. Spesso cadiamo nella tentazione di cercare una fede “facile”, che attutisce gli enigmi della vita con facili risposte. Gesù, invece, ci presenta un Dio appassionato di domande, che si fa interprete del nostro più profondo desiderio di vita, di gioia e di amore, per suscitare la nostra ricerca di Lui.

Le domande hanno il potere di disarmarci e di mettere in crisi quelle sicurezze e quegli schemi in cui spesso abbiamo racchiuso la nostra vita, trascinandola nell’abitudine e costringendola alla prigione dell’immobilità. Dio, come un “incendiario” (Papa Francesco) ci chiede di non vivere in superficie, ma di ritornare al cuore, fermando la nostra corsa e interrogandoci sul senso del nostro cammino: che cosa stai cercando davvero? Cosa desidera il tuo cuore? Qual è la sete che ti porti dentro? Cosa ti appassiona? Cosa ti muove? La nostra società dei consumi e la dittatura dell’esteriorità in cui siamo immersi, ci convincono che basta poco: presentarci con una certa immagine, avere successo, vincere, guadagnare, e così via. Ma su questa strada, i nostri veri bisogni e il desiderio di vita che Dio ha messo da sempre nel nostro cuore vengono tacitati, mentre le seducenti risposte della pubblicità spengono la nostra immaginazione.

E, invece, Gesù chiede anzitutto di non mortificare ciò che siamo e di avere il coraggio di porre quelle domande che non ci parcheggiano in piccoli appagamenti terreni. Gesù dice: tu sei di più, tu desideri altro, tu sei affamato di vita, di senso, di amore. E Dio vuole essere per te l’infinito orizzonte della tua sete di felicità.

I discepoli chiedono allora “dove abiti?”. Non cercano evidentemente un luogo fisico — Gesù era in realtà un “senza fissa dimora” — ma, piuttosto, gli chiedono: dove sei? Dove possiamo trovarti per saziare e dissetare questa nostra ricerca? E Gesù propone loro un’esperienza, un incontro, uno “stare” con Lui che è un “rimanere” nel suo amore: venite e vedrete. Vanno e si fermano presso di Lui. Poi, lo annunciano ad altri discepoli.

Così, il Vangelo ci presenta in una scena un vero e proprio itinerario di fede: guardarsi dentro per scoprire il desiderio di vita che Dio ha seminato in noi, fare il cammino della vita con il cuore in ricerca e accompagnati dalle domande giuste, vivere la gioia dell’incontro e della relazione con Lui perché senza esperienza non c’è fede vera e, infine, portarlo e annunciarlo agli altri.

di Francesco Cosentino

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