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p. José María CASTILLO”VIDERO DOVE DIMORAVA E RESTARONO CON LUI”

II TEMPO ORDINARIO – 17 gennaio 2021 – Commento al Vangelo
VIDERO DOVE DIMORAVA E RESTARONO CON LUI

di p. José María CASTILLO

Gv 1, 35-42
[In quel tempo] Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.Secondo il IV vangelo, i primi discepoli di Gesù appartenevano al gruppo dei discepoli che si erano riuniti intorno a Giovanni Battista. Per lo stesso Giovanni non ha costituito nessun problema il fatto che lo abbiano abbandonato e se ne siano andati con Gesù. Poco dopo, quando si sono verificati attriti tra i discepoli di Giovanni e quelli di Gesù (Gv 3, 25-26), Giovanni ha stroncato le rivalità con una frase geniale: “Lui deve crescere; io, invece, diminuire” (Gv 3,30). Il Vangelo non tollera i protagonismi ed i proselitismi.Quelli che si erano messi a seguire Gesù, volevano vedere dove viveva. Non appena lo hanno visto, sono rimasti con lui e si sono convinti che era il Messia. Il luogo dove uno vive indica lo stile di vita che ha. Gesù ha detto che quelli che vivono con lusso, vivono nei palazzi dei re (Mt 11,8). E questo, il tipo di vita e la maniera di vivere, è ciò che convince e trascina. O, al contrario, quello che scandalizza ed allontana. Inoltre, questo è contagioso. Allo stesso modo, la maniera di vivere che attrae e la sua opposta, quella che disgusta.In questo racconto, all’inizio della convivenza dei discepoli con Gesù il vangelo di Giovanni mette già la confessione di quei discepoli riguardo alla condizione di Messia (Salvatore e Liberatore) propria di Gesù. E Gesù, fin dal primo momento, cambia il nome al figlio di Giovanni e fratello di Andrea per designarlo d’ora in poi “Pietro”. L’autore del IV vangelo ha scritto questo quando già la figura di Pietro era riconosciuta, nella sua qualità di “pietra” tra i primi cristiani.In definitiva, quello che a quei “seguaci” interessava, non era ciò che Gesù diceva, ma come viveva. Il nostro modo di vivere, il nostro “progetto di vita” è ciò che attrae, impressiona e seduce gli altri. Chi vive in un palazzo, si veste lussuosamente e in maniera appariscente, viaggia in auto di marca, come potrà comunicare il Vangelo?

Fonte:https://www.ildialogo.org/


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