Don Marco Ceccarelli Commento IV Domenica del Tempo Ordinario “B”

IV Domenica del Tempo Ordinario “B” – 31 Gennaio 2021
I Lettura: Dt 18,15-20
II Lettura: 1Cor 7,32-35
Vangelo: Mc 1,21-28

  • Testi di riferimento: 1Re 22,21-23; Is 5,20; Ger 23,14-16.25-26; Zc 13,2; Mt 10,1; 28,18-20; Mc
    1,39; 3,11.14-15.28-30; 5,7; 6,7; 9,25-26; Lc 9,1.42; 10,17-19.40-42; 11,24; Gv 6,69; 8,44; 14,17;
    15,26; 16,13; At 3,14; 5,3; 6,10; 8,7; 16,17-18; 19,13-17; 2Cor 6,16-18; 2Ts 2,7-12; 2Tm 4,2; Eb
    4,12-13; 1Gv 2,27; 3,8; 4,1-6; Ap 3,7
  1. Gesù (con i discepoli) in azione. Dopo il sommario relativo alla proclamazione di Gesù e dopo la
    chiamata dei primi discepoli, nel brano di Vangelo odierno vediamo più nel dettaglio in cosa consiste l’attività di Gesù. Non dobbiamo però dimenticare il legame con i due episodi precedenti. Ciò
    che egli da ora in poi compie e insegna, lo compie e insegna per evidenziare in cosa consista il regno di Dio che è l’oggetto unico e fondamentale della sua predicazione. E tutto ciò che compie e insegna lo fa davanti a quei discepoli che lo hanno seguito dopo aver lasciato la loro attività di pescatori (purtroppo questo particolare non è evidenziato nella nuova traduzione del lezionario). Occorre
    tenere presente inoltre che il brano odierno, con la sua continuazione nella domenica successiva, descrive una intera giornata dell’attività di Gesù, che diventa simbolo dell’intera sua vita terrena (ma
    di questo parleremo la prossima settimana).
  2. L’insegnamento con autorità. Oltre che “proclamare”, il verbo più applicato a Gesù è quello di
    “insegnare”. In Mc Gesù è mostrato essenzialmente come un maestro. Ma non come uno dei tanti
    maestri che gli ebrei avevano a quel tempo (v. 22). La gente gli riconosce un insegnamento (didachè) diverso, perché fatto con autorità, con potere (exousia). Questo esercizio di autorità attraverso
    l’insegnamento è il centro del Vangelo odierno. Ma cosa significa insegnare con autorità? Questo
    viene spiegato dal primo miracolo descritto in Mc, la cacciata di uno spirito impuro. Infatti nel
    commento stupefatto di coloro che avevano assistito al miracolo (v. 27) si mette in connessione
    l’insegnamento secondo autorità di Gesù con il suo potere di cacciare lo spirito impuro.
  3. Lo spirito impuro. Il giudaismo chiamava “spiriti impuri” i demoni estranei, ed anzi ostili, alla
    volontà di Dio. Il concetto biblico di “impurità” ha come sua antitesi quello di “santità”. Il termine
    “impuro” sta quindi in opposizione al termine “santo”, cioè a Dio. [Il Santo è soltanto Dio. Il che
    non esclude che Egli possa far partecipi della sua Santità anche gli esseri umani. Ma un essere umano può essere santo soltanto nella misura in cui partecipa dell’unica santità di Dio (curioso che
    qualcuno “crede” nei santi, ma non in Dio)]. Lo spirito impuro è lo spirito di menzogna, che inganna riguardo la volontà di Dio. Nella prima lettura si presenta un testo che mette in guardia eventuali
    profeti dal proferire in nome di Dio cose false, dottrine che non corrispondono alla torah,
    all’insegnamento di Dio. Nessuno poteva accampare la pretesa di proferire messaggi o dare insegnamenti a nome di Dio senza che Egli lo avesse incaricato (Dt 18,20). Tanto più se tali messaggi o
    insegnamenti erano in aperto contrasto con la volontà di Dio. Però nell’Antico Testamento non di
    rado vengono rimproverate persone che facevano questo. Tali “profeti di menzogna” incorrono in
    punizioni divine o in aperti rimproveri da parte di altri profeti (cfr. Ger 23,14ss.). Cristo dirà che il
    padre di ogni menzogna è il demonio (Gv 8,44), perché egli è stato menzognero fin da principio
    (cfr. Gen 3,1ss.). Lo scopo del demonio è quello di spingere l’uomo ad agire in opposizione alla volontà di Dio; per questo lo inganna seminando menzogna. Il male principale che il demonio opera
    nei confronti degli uomini consiste nella menzogna. Chi è pieno di spirito impuro non fa altro che
    credere alla menzogna e mentire, come nel caso di Anania a cui Pietro si rivolge con tali parole:
    «Perché Satana ha riempito il tuo cuore così da mentire allo Spirito Santo?» (At 5,3). Avere il cuore
    riempito di Satana è come dire essere in preda ad uno spirito impuro. Anania aveva mentito agli
    apostoli; ma poiché in loro è presente lo Spirito Santo, la verità viene a galla. La menzogna non
    regge davanti alla Verità, come le tenebre davanti alla luce.
  4. Il potere di Cristo.
  • Gesù ha potere sullo spirito impuro perché è pieno di spirito puro cioè di Spirito Santo, lo Spirito
    di verità (Gv 14,17; 15,26; 16,13). Nel Vangelo di Mc si parla di due tipi di spiriti, “quello Santo”
    (sei volte) e “quello impuro” (dieci volte); e i due stanno in opposizione. Non a caso l’indemoniato
    chiama Gesù “Santo di Dio” (v. 24, l’unica volta in Mc), perché egli è pieno dello Spirito Santo, lo
    Spirito di verità. È curioso che lo spirito di menzogna davanti a Cristo non può che professare la verità; e in fondo è proprio questo che lo costringerà ad andarsene da quell’uomo. Gesù non ha ancora
    detto nulla a lui; eppure la sua persona e il suo insegnamento costringono il demone a reagire e a
    manifestare la verità, cioè che in Gesù è presente la santità divina. Ed è grazie a questo Spirito Santo che Gesù «insegna la via di Dio secondo verità» (Mc 12,14; cfr. anche 12,32).
  • Capiamo così perché l’insegnamento di Gesù ha il potere di cacciare i demoni. La sua parola di
    verità svela l’inganno del demonio, lo costringe a venire alla luce, e quindi lo fa sparire.
    L’insegnamento di Cristo è fatto con autorità perché ha potere di rivelare le menzogne del demonio
    e di smascherare quello spirito tenebroso che si riveste da angelo di luce. Si può essere sotto
    l’effetto di uno spirito impuro, senza rendersene conto, per esempio ogni volta che si ragiona non
    secondo Dio ma secondo gli uomini, come dice Gesù a Pietro (Mc 8,33). L’insegnamento di Cristo
    è indispensabile per passare da una situazione di menzogna – magari inconsapevolmente – alla verità; e questo passaggio dovranno farlo anche i discepoli. Occorre mettersi alla scuola del profeta di
    verità. All’apparire di Gesù e del suo insegnamento il demonio non può che essere rivelato e annientato; come dice san Paolo: «Sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio
    della sua bocca […] la cui venuta avverrà nella potenza di satana con ogni specie […] di prodigi
    menzogneri e con ogni sorta di empio inganno per quelli che […] non hanno accolto l’amore della
    verità per essere salvi» (2Ts 2,7-12). Il soffio della bocca di Cristo ha potere di distruggere gli inganni del demonio. Questo tuttavia avviene lì dove appunto si è disposti ad accogliere la verità per
    essere salvati. Ma se addirittura si finisse per chiamare menzogna la verità, se si dovesse chiamare
    impuro ciò che invece è Santo, se si dovesse chiamare bene il male e male il bene (Is 5,20), allora
    non ci sarebbe più possibilità di salvezza. Per questo l’unico peccato che non sarà perdonato è la bestemmia contro lo Spirito Santo; è dire cioè che lo spirito con cui Gesù opera, quello Spirito Santo
    disceso su di lui nel Giordano, è invece uno spirito impuro (Mc 3,28-30). Chi fa questo si esclude
    dalla conoscenza della verità, della torah, e quindi dalla salvezza.
  1. Il ruolo dei discepoli, inizio della chiesa.
  • Anche se (e quando) non vengono nominati esplicitamente, di tutto ciò che compie Gesù sono
    spettatori i discepoli. Essi vengono così preparati per continuare l’opera de maestro. Quell’autorità
    del tutto particolare ed esclusiva che la gente riconosce a Gesù egli la trasmetterà ai dodici. Essi
    vengono inviati a predicare con il potere di cacciare i demoni (Mc 3,14-15; 6,7). Anche nel loro caso le due attività sono correlate. L’annuncio del regno e l’insegnamento della verità da parte dei discepoli ha la stessa efficacia di quello di Cristo. Il regno del demonio, principe del mondo (Gv
    12,31; 14,30; 16,11) viene sconfitto dall’avvento del regno portato da Cristo presente nei suoi discepoli.
  • Infatti nella chiesa non esiste la magia. Nella magia chiunque conosca delle formule magiche può
    operare un effetto. Nella chiesa quello che conta non è la “formula”, ma la presenza di Cristo. così
    in At 19,13-17 alcuni esorcisti giudei vogliono cacciare dei demoni allo stesso modo in cui l’hanno
    visto fare da Paolo. Ma lo “spirito malvagio” li sopraffece e li malmena, dicendo: “Conosco Gesù e
    conosco Paolo, ma voi chi siete?”. La chiesa può liberare gli uomini dalla tirannia del demonio perché in essa è presente la persona viva di Cristo. E se i demoni vengono cacciati “significa che il regno di Dio è giunto a voi” (Mt 12,28). Gli uomini vengono fatti passare, attraverso la Chiesa, dal
    potere di satana a Dio (At 26,18).

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