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Missionari della Via Commento IV domenica del tempo ordinario

IV domenica del tempo ordinario (Mc 1,21-80)

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea (Mc 1,21-28).LIBERI DAL MALE (31.1.2021)

Gesù entra in una sinagoga di sabato, fedele come ogni pio ebreo al comandamento antico: «Ricordati del giorno di sabato per santificarlo» (Es 20,8). Alla preghiera si aggiungeva la lettura delle Scritture: si leggeva un passo della Torah o Legge (= i primi cinque libri della Bibbia o Pentateuco) spiegate da un maestro ufficiale. C’era poi l’abitudine di invitare qualcuno di passaggio, ritenuto capace, a spiegare le Scritture. Quel giorno venne invitato Gesù che insegna con autorità rispetto agli altri; è novità ciò che insegna e come lo insegna. L’uomo posseduto è stanato dall’insegnamento di Gesù. Il demonio non si sentiva a disagio coi soliti maestri che annunziavano la futura salvezza, ma si sente sconvolto dalla salvezza che ora si rivela in Gesù: capisce che la sua rovina è giunta.

Anzitutto lo spirito viene definito impuro. San Giovanni Crisostomo diceva che «è impuro per la sua empietà e lontananza da Dio e perché si mette in ogni azione impura e malvagia». Cioè ciò che è davvero impuro, ciò che ci rende inadatti a Dio, ciò che ci svilisce è il male e quando lo scegliamo. A volte si giustifica il male dicendo: “siamo uomini”. È vero che essendo uomini siamo fragili. Ma siamo creati a immagine e somiglianza di Dio. L’uomo vero ce lo rivela Gesù ed è incompatibile con il male. E una volta accolto Gesù per mezzo della fede siamo uomini redenti, partecipi dello Spirito Santo!

E prosegue san Beda: «Egli poi chiama Gesù il Santo, non come fosse uno tra molti […] ma come l’unico […] E con paura, lo riconosce Signore di tutti». Il maligno dice poi: «che vuoi da noi Gesù? Sei venuto a rovinarci?». Sì, Dio è venuto a rovinare l’opera del maligno che ci teneva prigionieri e ancor oggi tiene tanti prigionieri nel male.

Mettiamoci nei panni dei presenti che, ignari del male che quest’uomo recava dentro, lo ascoltavano. Questo: «Che vuoi da noi…» suona strumentalizzante e menzognero. I presenti erano indotti a pensare a Gesù in modo negativo. La menzogna infatti non è solo quando si mente, ma è anche quella in cui si usano pezzi di verità mal collegati per arrivare a un fine falso. Il maligno usa la parola e i fatti in maniera fuorviante, insinua una lettura distorta delle cose, in modo che traiamo conclusioni sbagliate. «Tu, il santo di Dio, vieni per la rovina»: ecco la menzogna per chi ascoltava senza capire. Un Dio che viene per rovinare, per fare qualcosa che distrugge. Ecco perché molte persone temono di convertirsi: in fondo l’opera di Dio passa per una rovina. Dio non viene per la nostra distruzione ma per la nostra salvezza. E se proprio deve distruggere qualcosa, è solo per costruire meglio!

L’uomo di cui parla il Vangelo si è recato per anni e anni in sinagoga, senza rendersi conto che era inabitato da uno spirito impuro. Paradossalmente è lo spirito impuro che non vuole essere toccato: «che cosa c’è tra noi e te Gesù?». È quella parte “malata” che non vuol essere toccata dalla Parola. È il mistero dell’iniquità direbbe san Paolo, di quella “zona d’ombra” che rechiamo in noi e che talvolta non vogliamo portare alla luce. Ma abbiamo bisogno di lasciarci toccare. Se no, continuando a far finta di niente, come diceva il filosofo Pascal: «a furia di fare gli angeli, si diventa porci». Siamo ingannati da uno spirito impuro quando non vogliamo essere scossi, turbati dalla Parola, quando non vogliamo avere a che fare con Gesù, quando preferiamo non lasciarci illuminare dalla Verità; quando non vogliamo essere corretti, banalizzando il male che compiamo o facendo finta di nulla. Possiamo anche ascoltarlo, purché non entri nel nostro vissuto. Ecco perché magari ci vien mal di testa, perché impieghiamo tanta energia a… farci del male!

Ci sono però dei momenti nella vita quando la parola ci incontra e ci colpisce. Quando anziché fermarci solo al capire cosa vuol dire, la lasciamo scendere nel cuore e iniziamo a chiederci: “cosa mi dice? Cosa tocca di me, della mia vita?”. Poi però il Signore viene a colpirci, ci parla con autorevolezza, viene a liberarci dalla nostra incoerenza. Gesù ci libera restituendo unità alla nostra vita. È un cammino che può anche essere doloroso: bisogna lasciarci colpire. Non c’è miglior analgesico che lasciarci aiutare da Dio a far verità. Anche se all’inizio può far male.

PREGHIERA

Signore, vieni in noi e rischiara le nostre tenebre, 

affinché possiamo essere liberi dal male, liberi di amare.

frà Umile mdv

Fonte:http://www.missionaridellavia.net/


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