Vai al contenuto

Luigino Bruni”Come si può obbedire veramente a Dio”

VI domenica del tempo ordinario (anno B) 14 febbraio 2021

Come si può obbedire veramente a Dio

Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. Marco 1,40-45

Non tutte le disubbidienze nella vita sono cattive. Ci sono persone che per obbedire alla propria coscienza non hanno obbedito a re, padroni, governanti, persino a certe leggi che entravano in profondo e radicale conflitto con la parte più vera della propria coscienza.

Rosa Parks, il primo dicembre del 1955, non obbedì alle leggi razziste di Montgomery, si rifiutò di dare il posto sull’autobus a un bianco. Lei fu arrestata, il giorno dopo iniziò il boicottaggio dei bus e i neri andarono al lavoro a piedi per 381 giorni. L’anno dopo la Corte suprema degli Stati Uniti dichiarò anticostituzionale la segregazione sugli autobus. Da quella disubbidienza civile partì un movimento che portò infine all’abolizione delle legge razziste nel Paese. Gandhi nel 1930 non obbedì alle leggi inglesi coloniali che impedivano agli indiani di estrarre il sale dal loro oceano; raccolse il sale, iniziò una marcia, da sette persone divennero decine di migliaia, e dopo qualche anno l’India divenne indipendente. Sante disubbidienze, grazie alle quali le frontiere dell’umano buono e civile sono state spinte in avanti. Anche nella Bibbia ci sono disubbidienze civili, a cominciare da quella stupenda delle levatrici d’Egitto, Pua e Sifra (Esodo 1), che disobbedirono al faraone e fecero nascere i bambini degli ebrei; quella dei sovraintendenti dei campi dei mattoni, che non ubbidirono all’ordine di inasprire le condizioni di lavoro degli ebrei (Esodo 5). La storia di Mosè e la liberazione attraverso il mare non sarebbero incominciate senza queste sante disubbidienze. Come sarebbe stata meno umana la storia della salvezza senza la disubbidienza di Nabot (1Re 21), che si riutò di vendere la sua vigna al re, perché se avesse accettato quel contratto avrebbe venduto anche la sua dignità. E noi lo ringraziamo ancora.

Ma nella Bibbia ci sono anche delle buone disobbedienze a Dio. Quella di Giona, che invece di andare a Ninive, come gli aveva ordinato il Signore, si imbarca per Tarsis. Su quella nave, grazie a quella disubbidienza, Giona capisce qualcosa di nuovo su Dio, e noi capiamo qualcosa di più su che cosa è la profezia e che cosa sono i profeti.

IL MIRACOLO DI GESÙ.

Anche nel Vangelo di oggi abbiamo a che fare con una disubbidienza a Gesù. Questi guarisce un lebbroso e gli ordina di non divulgare quella guarigione: «Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città». Forse il Vangelo corse più veloce nella Galilea grazie a quell’uomo che non obbedì e parlò del suo miracolo.

Uno dei mestieri più difcili della vita sta nel riuscire a capire quando obbedire o disobbedire agli ordini di potenti, manager, superiori, perché è in questi incroci di libertà che ci giochiamo la nostra dignità. Ma nella vita spirituale è ancora più importante riuscire a capire quando obbedire o non obbedire a Dio, o come obbedirgli veramente. Perché a Dio si può obbedire anche andando nella direzione diversa da quella che ci indica, parlando quando dovremmo tacere, o tacendo quando dovremmo parlare. Il mondo sarebbe troppo banale se le cose rispondessero ai nomi che noi diamo loro.

Fonte:https://www.famigliacristiana.it/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: