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Wilma Chasseur”COME RICONOSCERE IL RISORTO?”

COME RICONOSCERE IL RISORTO?


Solennità della RISURREZIONE DEL SIGNORE


“Il mattino di Pasqua tutti vedono, e non si capisce cosa. Vedono la pietra smossa, il sepolcro vuoto, le bende, ma non vedono quello che conta: non vedono Gesù, né il suo cadavere, né lui vivo. Tutti corrono per vedere, ma vedere cosa? un sepolcro. La morte si vede benissimo, tutti vedono la crocifissione e riconoscono sulla croce Gesù, ma il Risorto non si vede o si vedono angeli, e se lo si vede non lo si riconosce: i due di Emmaus non lo riconoscono, Tommaso neppure, i discepoli hanno paura, Gesù appare sul lago e loro non sanno chi è. Come funziona una fede di cui l’unica cosa riconoscibile immediatamente è la croce e di cui della risurrezione si vedono solo e sempre i segni negativi, la tomba vuota e la mancanza di un cadavere? Concretamente, cosa vuol dire questo nell’esperienza che facciamo di interpretare la nostra vita alla luce della fede? Cosa vuol dire avere fede guardando la propria vita?
Se Gesù non parla nessuno lo riconosce
C’è un solo modo in cui il Risorto viene riconosciuto ed è quando lui parla dicendo: “Pace a voi” e quando dice a Maria: “Maria!” O afferma: “Sono proprio io!” (Lc 24, 39). Sotto la parola di Gesù, il Risorto è riconosciuto. Vedere il segno della risurrezione è possibile solo sotto la parola di Gesù. Almeno, secondo i racconti della risurrezione, non c’è altro modo: se Gesù non parla, nessuno lo riconosce.
In qualche modo mi pare di poter dire che il tempo della storia in cui stiamo è esattamente questo intervallo tra la morte – le continue morti della storia personale e collettiva, che si riconoscono, si vedono, si capiscono bene, e se ne comprende tutta la sofferenza, propria e altrui – e il riconoscimento definitivo del Risorto, quando vedremo Dio faccia a faccia. Questo è un lungo tempo di tombe vuote.
Guardare oltre la tomba vuota
Non abbiamo più cadaveri, perché siamo oltre al semplice morire – Gesù è già risuscitato -, ma non abbiamo ancora l’automatico riconoscimento che la risurrezione sia semplicemente tutto in tutti. Siamo in questo tempo, dove ci è chiesta la fatica del discernimento.
La conclusione è che i discepoli tornano a casa, mentre Maria sta di fronte al sepolcro e piange: rimane lì, e dunque lei vedrà gli angeli e il Risorto. Infatti il ruolo che l’evangelista Giovanni attribuisce alle donne è di essere le uniche che estorcono alla storia un riconoscimento, che la costringono a parlare del Risorto; è lo stesso ruolo che l’evangelista Luca attribuisce a Maria, la madre di Gesù. Il “restare” della Maddalena in Giovanni è analogo al “serbare le cose nel suo cuore” della Vergine in Luca (Cf Lc 2,19).
Questo è il ruolo dei credenti: costringere la storia a guardare oltre a una tomba vuota e cercare la parola del Risorto che consenta di vedere e credere.” ( Mons . Mapelli)
Macigni rotolanti
“Coraggio! Irrompe la Pasqua! È il giorno dei macigni che rotolano via dall’imboccatura dei sepolcri.
E’ il tripudio di una notizia che si temeva non potesse giungere più e che corre di bocca in bocca ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.
È la gioia delle apparizioni del Risorto che scatena abbracci nel cenacolo. È la festa degli ex-delusi della vita, nel cui cuore all’improvviso dilaga la speranza. Che sia anche la festa in cui il traboccamento della comunione, venga a lambire le sponde della nostra isola solitaria.” (Don Tonino Bello)

WILMA CHASSEUR

Fonte:http://www.incamminocongesu.org/

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