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Mons.Nunzio Galantino MESSA IN COENA DOMINI – GIOVEDÌ SANTO

MESSA IN COENA DOMINI – GIOVEDÌ SANTO

Vorrei fermare la mia attenzione su due gesti riportati nella pagina del Vangelo di oggi: Gesù che lava i piedi e Gesù che dà il boccone intinto a Giuda. Questo secondo gesto, meno centrale rispetto al primo, nel giorno in cui facciamo memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e del Sacerdozio. Due gesti che spiegano in maniera esistenziale dove deve portarci l’Eucaristia celebrata e vissuta.

* Il gesto della lavanda dei piedi, raccontato da Giovanni, continua ad esercitare un fascino ed una emozione particolare nella liturgia del Giovedì Santo.
In un mondo nel quale i piedi spesso servono per usare violenza sugli altri, in un mondo nel quale “ci si pesta i piedi” a vicenda per affermare ed imporre, spesso con arroganza, i propri interessi. In questo mondo, la Chiesa mette davanti a noi Gesù che “lava i piedi” ai discepoli.
Peccato che così spesso questo gesto carico di un messaggio straordinario viene banalizzato e spettacolarizzato fino ad impoverirlo!
Gesù, il Maestro e il Signore, si inginocchia davanti ai piedi dei suoi discepoli e li lava. Lava quei piedi e si inginocchia davanti a quei piedi sui quali si era accumulato di tutto: dalla polvere della strada ai rifiuti che chiunque lascia cadere per strada. Piedi che, proprio per questo, fanno fatica a tenere un passo spedito. Gesù lava quei piedi per renderli pronti a riprendere il cammino.
Stasera, questo gesto, Gesù lo compie ancora. Non solo lo fa con tutti noi, ma ci comanda di fare come lui ha fatto.
Lo fa perché – se abbiamo piedi stanchi, sporchi, delusi e non più disponibili a camminare – possiamo rimetterci in marcia con Lui. Ma ci comanda di fare come ha fatto Lui perché dove ci sono piedi stanchi, situazioni di fatica e di mancanza di speranza, noi possiamo versare acqua tiepida e rigeneratrice ed asciugarli, come Lui ha fatto, con un morbido asciugatoio.

* L’altro gesto non è meno forte e meno denso di significato del primo: Gesù nel Cenacolo: « … intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone» (Gv 13,26).
Se è straordinario chinarsi sui piedi dei discepoli, lavarli e baciarli, è ugualmente straordinario il gesto di intingere il boccone e darlo a Giuda; darlo cioè a uno che ha già patteggiato il tradimento.
Quel boccone intinto e dato a Giuda non è un segnale per dire chi è il traditore, no! Nella tradizione ebraica, offrire il boccone intinto è segno di onore e di riguardo. In questo caso quel boccone intinto, dopo aver lavato e baciato i piedi, è l’ultima provocazione dell’amore. Una provocazione che Giuda non accoglie.
Sono due le considerazioni che si possono fare dinanzi a questo gesto e al suo epilogo:
1) Per Gesù non c’è un limite all’amore: ha dato la sua amicizia, chiamando per nome; ha dato se stesso sotto i segni del pane e del vino; ha lavato i piedi; ed ora anche il boccone intinto. Chi ama davvero non si arrende e non arretra, nemmeno dinanzi al tradimento già programmato. È quello che Gesù fa per me.
2) Quel boccone intinto e dato a Giuda mette dentro di me tanta speranza. Una speranza che dobbiamo imparare a contagiarci e ad alimentare.
Aiutaci, Signore, a interiorizzare il senso profondo dell’Eucaristia, del dono che tu fai a noi di te stesso. Aiutaci a interiorizzare i gesti da te compiuti nell’Ultima Cena e che noi riviviamo questa sera.
● Facci versare l’acqua tiepida della preghiera e dell’accoglienza sui piedi di famiglie frantumate dagli interessi e distrutte dal disagio.
● Facci versare l’acqua tiepida della preghiera e dell’accoglienza sui piedi dei nostri giovani, a volte generosi e tante volte paurosamente ripiegati su se stessi.
● Facci versare l’acqua tiepida della preghiera e dell’accoglienza sui piedi di quanti, per necessità, bussano alle porte delle nostre case e delle nostre Chiese.
● Facci versare l’acqua tiepida della preghiera e dell’affetto sui piedi di Papa Francesco, perché possa sentire l’affetto e la vicinanza di una comunità che vuole camminare con lui sulle strade del Vangelo.
● Facci versare l’acqua tiepida della preghiera e della richiesta di perdono sui piedi di tanti (bambini, ragazzi, adulti) che talvolta, invece di trovare dei padri e dei fratelli, nella Chiesa, fanno esperienza dura del rifiuto.
● Facci dare, come hai fatto con Giuda, il boccone intinto (segno di onore e di riguardo) a chi non ha troppe attenzioni
nei nostri confronti.
● Facci dare il boccone intinto a chi pretende sempre da noi, senza sentire a sua volta, il bisogno di dare.

Fonte:http://www.nunziogalantino.it/


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