Don Paolo Zamengo”Una nuova storia”

Ascensione del Signore (Anno B) (16/05/2021)

Vangelo: Mc 16,15-20


Gesù desiderava tutti presenti per l’ultimo saluto. E il monte diventa
una pista di lancio per Gesù e anche per i discepoli. Lui ritorna al
Padre e assicura la sua vicinanza a tutti e per sempre.
Per gli apostoli c’è una bella impresa da mettere in piedi: il vangelo
da diffondere, un regno da costruire. È finito il tempo
dell’apprendistato, ora tutti devono rimboccarsi le maniche.
Pietro all’inizio aveva risposto con entusiasmo quando, sul lago, Gesù lo aveva chiamato. Lo ha
seguito con impegno a volte intermittente e non ha nascosto a Gesù la sua divergenza sul morire
in croce. Solo dopo i giorni della passione Pietro sperimenterà la luce dello Spirito e comprenderà
cosa significhi andare dietro a Gesù.
E’ un viaggio interiore. I Vangeli sono costruiti come il racconto di un cammino. Io sono la via,
aveva detto Gesù. Chi vuole venire con me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. La vita
cristiana è più uno spostare tende che un costruire chiese, provvisorietà più che stabilità.
Scendere dal monte dell’ascensione significa andare per le strade e restare sulle strade, non avere
fissa dimora se non in Gesù stesso. Gesù ha parole chiare: “Andate in tutto il mondo e proclamate
il Vangelo”. Ecco il programma: andare, proclamare, battezzare. Cercare sempre tutti e
dappertutto. Essere finalmente pescatori di uomini.
C’è una parola che scoppia sulla bocca di Gesù. Chi crederà sarà salvato. Il Vangelo diventa visibile
e credibile dai segni che il discepolo compie. Segni che lasciano trasparire la potenza di Dio, non
quella dell’uomo. Il grande segno di Gesù è stata la sua vita e la sua morte: il miracolo di una
incondizionata dedizione a Dio e agli uomini.
L’amore sarà la lingua del nuovo mondo e il male, il veleno del diavolo serpente, non avrà mai
l’ultima parola. Attraverso i discepoli Gesù vivrà una più ardente presenza. Vuole fare di noi dei
testimoni credibili del suo regno, ci vuole costruttori di un mondo nuovo, ci vuole protagonisti e
non comparse.
Guardiamo un’ultima volta il monte dell’ascensione . E’ la montagna dove Gesù rivela il volto di
Dio a quel gruppo di uomini che lo hanno seguito vincendo la loro fragilità, i dubbi, l’incredulità, il
tradimento (ora manca Giuda). Su questo monte Gesù rivela il nuovo nome di Dio: “Io sono con
voi”. E io sarò con voi tutti i giorni, è la sua promessa.
Il Risorto oggi invia anche noi fino ai confini della terra. La missione della chiesa iniziata attorno al
lago con il “Venite dietro a me” diventa ora un mandato che parte da una montagna: Andate in
tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.
Quando Gesù “sale” al cielo, gli apostoli sono inviati a camminare sulla terra per rivelare fino a che
punto l’amore di Dio è “sceso” sulla terra. Qui tutti lo vedranno. Andate, proclamate, battezzate. E
per fare questo, Gesù non ci chiede qualcosa soltanto, ci chiede tutto.
Allora essi partirono e predicarono, mentre il Signore agiva con loro e confermava la Parola con i
segni che la accompagnavano. Così rinasce la storia dell’uomo.