fra Damiano Angelucci “Non si conosce se non quello che si ama”

 Domenica di Pentecoste, anno B – 23 maggio 2021



Dal Vangelo di Giovanni (15,26-27; 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Commento

L’evento della Pentecoste ha la sua premessa in quello dell’Ascensione che abbiamo celebrato domenica scorsa. La presenza di Cristo in una dimensione interiore alla nostra stessa anima non sarebbe possibile se egli non si sottraesse alla dimensione visibile e palpabile.

Quel figlio Gesù che tutto ha ricevuto dal Padre, la sua pienezza e il suo essere divino, ora tutto ci lascia in eredità e ce ne offre una caparra nel dono del suo Santo Spirito. Per questa stessa ragione la tradizione cristiana ha potuto affermare con certezza che lo Spirito di Dio, il soffio del suo amore, procede e ha origine da Dio Padre e, attraverso l’unzione del Figlio, lo trasmette ai suoi discepoli. Il catechismo della Chiesa Cattolica al numero 243 in modo molto sintetico afferma che:

Lo Spirito che opera fin dalla creazione, che già aveva «parlato per mezzo dei profeti», dimorerà presso i discepoli e sarà in loro, per insegnare loro ogni cosa e guidarli «alla verità tutta intera» (Gv 16,13). (CCC 243).

Da qui comprendiamo come il mistero di Dio, mistero di comunione infinita, trova il presupposto della sua rivelazione nell’evento storico della Pasqua del suo figlio Gesù, nella testimonianza di coloro che furono partecipi delle sue apparizioni, soprattutto di coloro che furono con Cristo, come disse Pietro, “incominciando dal Battesimo di Giovanni Battista fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo” (Atti 1,22); ma la conoscenza di tale mistero trova un necessario sviluppo e completamento nel dono della Pentecoste. 

Lo Spirto di Dio guiderà alla verità tutta intera per via esperienziale, tramite la conoscenza del cuore, cioè nelle concrete relazioni fraterne – specie intraecclesiali – e in quell’atto di abbandono quotidiano e filiale alla custodia di Dio Padre. In questo atto di dono feriale e perseverante, di uscita dal proprio egoismo, potrà risplendere la luce calda e intima dello Spirito che spiega nel tempo, alla Chiesa e ad ognuno dei suoi figli, l’amore del Padre e del Figlio.

Fonte:http://fradamiano.blogspot.com/