Mons.Nunzio Galantino “Così cresce e fruttifica il Regno di Dio”

XI Domenica del Tempo Ordinario ,
13 giugno 2021

La liturgia di questa domenica riprende il cammino del tempo liturgico ordinario, invitandoci a riflettere sul Regno di Dio e sui dinamismi della sua crescita.
Il messaggio globale che la Parola oggi ci consegna può essere così sintetizzato: il Regno di Dio cresce e si sviluppa da se stesso, non grazie alle astuzie ed ai calcoli umani. La Parola di Dio, per farsi strada e portare frutto, ha solo bisogno di un “terreno” accogliente, e quel terreno siamo noi, se le apriamo il nostro cuore.
E’ il Vangelo a portarci in questa direzione. Gesù, insegnando alle folle, parla loro in parabole del Regno di Dio, paragonandolo ad un piccolo seme gettato in un terreno buono. Ciò che sorprende è il suo meccanismo di crescita, del tutto indipendente dall’azione di colui che lo ha seminato. Il seme cresce e germoglia, fino a trasformarsi in una rigogliosa spiga solo grazie alla sua interazione col terreno “accogliente”. Evidentemente l’evangelista Marco sapeva che anche la prima comunità cristiana non era stata esente da tentazioni, quelle stesse tentazioni che sperimentiamo anche oggi nelle nostre piccole comunità. Vedendo aumentare il numero dei credenti, infatti, potrebbe farsi strada la convinzione che siano le “tecniche” umane, le strategie pastorali, l’intraprendenza di preti e laici a far crescere il Regno di Dio. Non è così, dice Gesù. La Parola ha bisogno di essere “seminata”, a piene mani; così come ha bisogno di trovare dei cuori disposti ad accoglierla con fiducia. E questi sono i compiti propri dell’evangelizzatore: la “semina”, mediante l’annuncio e la testimonianza, e la predisposizione dei cuori all’accoglienza del Vangelo. A questo l’impegno improrogabile è chiamato tutto il popolo di Dio, secondo quanto ha chiesto con grande passione pastorale Papa Francesco nella sua esortazione Evangelii Gaudium. Ma la crescita di questo “seme” e il suo portare frutto non è certo opera umana, bensì della Grazia. Gesù va oltre, paragonando il Regno ad un granellino di senapa, cioè “il più piccolo” nella considerazione degli uomini. Eppure, si sviluppa tanto da offrire opportunità di vita impreviste ed imprevedibili: la crescita del granello di senapa è tale da non potersi prevedere.
È difficile entrare in questa logica ed accettarla nella nostra vita di credenti. In fondo, oggi la liturgia vuole spingerci verso una fede in Dio che supera i nostri progetti, le nostre previsioni. È un invito ad aprirci con più generosità ai piani di Dio, sia a livello personale che a livello comunitario.
Questo non è un atteggiamento rinunciatario: tutt’altro. Richiede una particolare attenzione alle piccole e grandi occasioni che il Signore pone sulle nostre strade, permettendo a Lui di farsi strada in noi. Sta a noi rispondere con generosità e disponibilità a lasciarci coinvolgere.

Fonte:http://www.nunziogalantino.it/


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