Wilma Chasseur”QUANDO LA MORTE SE NE VA…”

13a Domenica T.O.

Oggi Gesù passa in barca. Anche domenica scorsa passava, e mentre passava lo presero, sulla barca, così com’era. Mi ha molto incuriosito quel “così com’era”. Com’era Gesù nella sua realtà profonda? Non era solo uomo, era DIO. Ecco allora cosa succede quando si prende Gesù, così com’è, nella barca: accadono i miracoli. L’altra volta, prendendolo così com’era sulla barca, aveva sgridato onde e tempesta e quelle fuggirono all’istante. Questa volta va molto oltre: fa fuggire addirittura la morte. Dopo aver detto a Giairo “non temere, solo abbi fede”, si recò a casa sua e prese per mano la bambina. Ma la bimba era morta. Se chiunque altro l’avesse presa per mano, la bimba sarebbe rimasta morta, ma se la prende per mano Gesù, cambia tutto: sparisce la morte e ritorna la vita. E infatti la bimba si alza e va… perché prima, ad andarsene, era stata la morte.

Quale progresso davanti alla morte?
Ecco il vero progresso che l’uomo moderno e supertecnologico non è riuscito a realizzare. Anzi su questo punto è rimasto tale e quale gli uomini delle caverne: quelli morivano e questi muoiono. Oggi come ieri si continua a morire. L’uomo è riuscito a vincere l’attrazione gravitazionale terrestre per andare nello spazio, è riuscito a costruire radio telescopi che scandagliano l’universo a miliardi di anni-luce, è riuscito a costruire missili che viaggiano a quarantamila Km orari, ma non è ancora riuscito a fuggire sulla luna quando arriva la morte sulla terra… “Da sora nostra morte corporale, nessun uomo vivente può scappare…” Ma un progresso davanti alla morte ci sarebbe anche adesso, solo che non è fisico e non risiede nell’uomo, ma in Qualcun altro. Come fare per far fuggire la morte? Fare come Giairo: rivolgersi a quel Qualcun altro. Ma bisogna farlo con fede. Con la sua fede Giairo ha ottenuto il miracolo. Come l’ha ottenuto la donna che ha toccato la frangia del manto di Gesù il quale ha immediatamente sentito che una forza si sprigionava da Lui grazie a quel gesto di fede.

Quando Dio prende per mano…
La fede non è una porta che si chiude, ma che si apre per non chiudersi mai più. Alzati! dice anche a noi. Se poi ci prende per mano, apriti cielo: quante cose vedremo sparire, di ogni genere e specie: paure, angosce, turbamenti, malattie. Perché è proprio allora che dobbiamo andare a Lui che non dice proprio di andarci quando siamo pimpanti, allegri e giulivi, ma di andare coi nostri sfinimenti e stanchezze, malattie e preoccupazioni e queste spariranno. Gesù questa mano ce la dà, tocca a noi prenderla, perché altrimenti Colui che può tutto, non può far niente… Dunque fiducia totale in Colui che SOLO può tutto. Se ci appoggiamo su qualcos’altro, prima o poi ci accadrà una rivoluzione francese o russa che ci rimetterà sul giusto asse… Chiediamo dunque sempre questa fede indispensabile alla traversata su questa povera barchetta sgangherata, in mezzo al mare in burrasca. Soprattutto mai fermare lo sguardo sulla tempesta (la vita con le sue difficoltà) e neanche sulla
barchetta (noi) ma guardare solo LUI.
Eccovi una bella preghiera di Sant’Agostino:
Calmati…
Se senti vacillare la tua fede per la violenza della tempesta, calmati, Dio ti guarda. Se vedi che ogni cosa che passa cade nel nulla senza più ritornare, calmati Dio rimane.
Se il tuo cuore è agitato, in preda alla tristezza, calmati Dio perdona.
Dio ascolta quando nulla ci risponde.
Dio è con noi quando ci crediamo soli.
Dio ci ama anche quando sembra che ci abbandoni.

WILMA CHASSEUR

Fonte:http://www.incamminocongesu.org/