Don Paolo Zamengo”Chi mi ha toccato il cuore?”   

Chi mi ha toccato il cuore?    Mc 5, 21- 43

Due persone, un uomo e una donna, sono uscite allo scoperto. Si espongono per la disperazione in cui erano piombate e per la fede in Gesù. Il primo è Giairo, il capo della sinagoga: sua figlia in fin di vita. 

La seconda è una donna che soffre da molti anni di emorragie che la sfiniscono. Si devono esporre e per esporsi a Gesù devono anche esporsi all’ironia e all’incredulità della gente.

I parenti di Giairo si sono resi conto che la bambina è già morta e tentano di impedire al padre di andare per le strade e arrivano anche a deridere Gesù quando sostiene che la bambina non è morta ma solo addormentata.  

La donna di coraggio ne aveva da vendere e osa farsi strada tra la folla nella segreta speranza di toccare, anche solo di nascosto, il bordo della veste di Gesù. E perfino deve affrontare l’incredulità degli apostoli  che si stupiscono quando Gesù cerca chi lo aveva toccato. “Guarda quanta gente ti stringe da ogni parte e tu vuoi sapere chi ti ha toccato?”. 

Nella calca lo avevano urtato in molti ma una persona sola, discretamente, coraggiosamente e umilmente, ha risvegliato nel corpo del Signore una forza potente di guarigione. Una sola ha avuto potere su di lui perché lo aveva toccato con fede. 

A Giairo e a questa donna malata da tanto tempo, Gesù parla solo di fede. Nulla è irraggiungibile, nulla è impossibile a chi crede. A Giairo che sta per crollare quando viene a sapere che sua figlia è ormai morta, Gesù si limita a dire: “Non temere, soltanto abbi fede”. E alla donna malata, piena di vergogna per essere stata scoperta, Gesù dà una conferma: “Figlia, la tua fede ti ha salvata”.  

Davanti a loro Gesù non proclama la sua onnipotenza ma la fede di Giairo. Gesù non esalta la sua divinità per sconfiggere la malattia ma la fede di quella umile donna malata.   È evidente la forza straordinaria di Gesù, è figlio di Dio che è onnipotente, ma non usa mai questa forza per darsi gloria. 

La sua onnipotenza c’è, tutto qui, ed è disponibile per coloro che semplicemente gli toccano il cuore e lo commuovono per  la loro fede. Gesù è onnipotente certo, ma di fronte alla fede di un uomo o di una donna, Gesù si consegna. È come vulnerabile e conquistato. Gesù abbandona e mette a disposizione la sua forza divina anche alla nostra fede. “Chi mi ha toccato il cuore?”.

È la meravigliosa novità  dell’amore di Dio che trasforma la sua onnipotenza  in semplice dono. Gesù accetta che gli sia impossibile compiere un miracolo se manca la nostra fede. E la nostra fede è per Gesù motivo di gioia e costituisce anche la sua forza. “Non temere, soltanto abbi fede”. E ancora,” Tutto è possibile per chi ha fede”.

La fede non è proprietà dell’uomo sapiente o che può o che giudica e condanna, ma dell’uomo che umilmente chiede, che abbassa le braccia e si consegna interamente all’amore. La fede è un abbandono d’amore, è fiducia, è certezza imperturbabile di sapersi amati. La fede è un abbraccio. 

Anche a noi, qualsiasi sia il dolore o qualsiasi morte ci portiamo dentro, anche a noi Gesù dice: “Talità kum”. Risorgi, alzati. Perché un padre vuole vita per i suoi figli e anche a noi dice “Talità kum”. Anche tu risorgi, “alzati e cammina”.