p. Alberto MAGGI OSM”ERANO COME PECORE CHE NON HANNO PASTORE”

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 18 luglio 2021
ERANO COME PECORE CHE NON HANNO PASTORE
Commento di p. Alberto Maggi OSM
Mc 6,30-34


In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto
quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro:
«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti
molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di
mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li
videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché
erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Nel capitolo 6 del vangelo di Marco al versetto 30 per l’unica volta nel vangelo appare il
termine “apostoli”, che non indica una funzione, ma un incarico. Gesù, al versetto 7, li aveva
inviati e il verbo inviare nella lingua greca è “apostello”, da cui il termine apostolo. “Gli apostoli
si riunirono”, anche qui è importante vedere la scelta del verbo adoperato dall’evangelista; per
“riunire” adopera il verbo “synago”, da cui il termine evidente sinagoga, che fa comprendere
che l’annuncio di questi apostoli non corrisponde a quello di Gesù, ma è ancora condizionato
dall’insegnamento della sinagoga, cioè un insegnamento religioso, nazionalista.
Quindi “si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello
che avevano insegnato”, ma Gesù non li ha autorizzati a insegnare. Nel vangelo di Marco si
distingue molto chiaramente tra due attività e due verbi: il verbo insegnare, che significa
annunziare il Regno partendo da categorie dell’antico testamento, questo è esclusivo di Gesù
quando parla per gli ebrei, quando parla a folle miste non usa questo verbo; mentre per i
discepoli l’evangelista aveva detto “Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli
a predicare”. Il verbo “predicare” significa annunciare il Regno senza necessariamente fare base
a categorie dell’antico testamento.
Ebbene qui i dodici hanno insegnato, ma Gesù non li ha autorizzati e infatti la reazione
di Gesù è negativa “Ed egli disse loro: «Venite in disparte”. È la seconda volta che nel vangelo
di Marco appare questa frase tecnica, questa chiave di lettura “in disparte”, che è sempre
rivolta ai discepoli ed è sempre negativa, indica incomprensione. Quindi c’è un’incomprensione
tra Gesù e il suo gruppo, “Voi da soli in un luogo deserto e riposatevi un po’”. Gesù vede che
questi discepoli sono presi dall’entusiasmo e li invita a calmarsi, perché? “Erano infatti molti
quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare”. All’insuccesso di
Gesù nella sinagoga di Nazareth, un fiasco totale, un fallimento, fa contrasto il successo della
predicazione degli apostoli; evidentemente che la predicazione degli apostoli non è la stessa di
Gesù. “Allora andarono con la barca verso il luogo deserto” e l’evangelista sottolinea di nuovo
“in disparte”, ma l’entusiasmo è grande “E molti però li videro partire, capirono e da tutte le
città”, “le città” significa luogo dove c’è una sinagoga, quindi il frutto dell’insegnamento della
sinagoga “accorsero là a piedi e li precedettero”.
“Sceso dalla barca”, stranamente scende solo Gesù. Gesù si separa dai discepoli, non
sono ancora in grado di entrare in contatto con le persone perché animati dai loro desideri di
successo religioso, nazionalista, con una figura di messia che non corrisponde a Gesù. Allora
scende solo Gesù dalla barca “ed egli vide una grande folla, ebbe compassione”, compassione
è un atteggiamento divino con il quale si comunica vita a chi vita non ce l’ha di loro, “perché”,
e qui è una citazione del libro dei Numeri, quando Mosè aveva chiesto al Signore di mettere dei
capi del popolo affinché il popolo non fosse come pecore che non hanno pastore, le pecore che
non hanno pastore si disperdono. Quindi è un’ambientazione di Gesù che richiama il monito
che è già presente nel profeta Geremia, “Guai ai pastori che fanno perire e disperdere il gregge
del mio pascolo”, oppure anche Ezechiele “Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda
di tutte le bestie selvatiche e sono sbandate”. Quindi Gesù ha compassione di questo popolo,
perché? “Sono come pecore che non hanno pastore”; in realtà ce ne hanno di pastori e ce ne
hanno anche troppi, solo che pensano a se stessi, non pensano all’interesse del popolo.
Allora “Gesù si mise a insegnare” e quindi Gesù assume lui il ruolo del pastore, ma non
con dottrine per dominare le persone, ma, come seguirà poi la narrazione evangelica, “dando
il pane”. L’insegnamento di Gesù è alimento che comunica vita, che restituisce vita e che
arricchisce la vita.

Fonte:https://www.studibiblici.it


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