Don Marco Ceccarelli Commento Assunzione della Beata Vergine Maria

XX Domenica Tempo Ordinario “B” – Assunzione della Beata Vergine Maria – 15 Agosto
2021
I Lettura: Ap 11,19; 12,1-6.10
II Lettura: 1Cor 15,20-27
Vangelo: Lc 1,39-56

  • Testi di riferimento: Es 2,2; 25,8-22; Dt 28,4; 31,24-26; 1Sam 2,1-5; 1Re 8,1; 2Cr 5,7; Sal 2,7.9;
    127,3; Is 26,17-18; 66,7; Ger 3,16; Gv 16,21-22; 20,29; Rm 6,9-11; 8,23; 1Cor 3,16-17; 6,19-20;
    15,49-58; Ef 2,6; Fil 3,20-21; Eb 2,7-8
  1. Maria assunta in corpo e anima. Siccome questa domenica cade il 15 Agosto, la liturgia del tempo ordinario è sostituita dalla solennità dell’Assunzione al cielo della Vergine Maria (va tenuto presente che in questo caso le letture nella messa del sabato sera sono diverse da quelle usate nella
    messa della domenica). Si tratta di una delle quattro solennità dedicate alla Madonna. Dire assunzione al cielo significa affermare che Maria è sì andata in cielo − e ci mancherebbe − ma soprattutto
    che ci è andata nell’unità di corpo e anima. Si tratta, a parte Cristo, di un caso singolare, com’è singolare il mistero della sua immacolata concezione. Questa singolarità scaturisce dalla intima unione
    di Maria con il suo Figlio e la sua opera redentrice. Nei Vangeli vediamo Maria associata al figlio
    nei momenti chiave della sua opera. Maria è stata associata da Cristo in modo particolare alla sua
    opera di salvezza (Lumen Gentium 58). Perciò ha condiviso pure la sorte finale, l’assunzione in cielo in corpo. La regina madre è stata intronizzata alla destra del Re della gloria. Quindi questa solennità deriva dalla realtà di Maria come madre di Cristo e perciò Madre di Dio.
  2. La vittoria sulla morte. Tale singolarità deriva però anche dalla realtà di Maria come discepola di
    Cristo. Maria è immagine e primizia di ogni discepolo; in lei si realizza perfettamente la chiamata
    alla vita cristiana, e si vede l’opera realizzata da Cristo. Secondo san Agostino in Maria è più importante l’essere discepola di Gesù che essere sua madre. Maria non è solo associata alla redenzione, ma è innanzitutto redenta. In lei vediamo realizzato il mistero pasquale di Cristo, il cui frutto
    primo e principale è la vittoria sulla morte. Tale vittoria, che in noi sarà completa soltanto con la risurrezione dei corpi, in Maria la vediamo già realizzata in modo pieno e definitivo. Maria, con la
    sua assunzione, ci mostra che la morte è vinta fin da ora, che il drago è stato privato del suo potere
    di dare la morte e che, se ancora ci fa guerra (Ap 12,17), tuttavia lo abbiamo già vinto grazie al sangue dell’agnello e la testimonianza del nostro martirio (cfr. Ap 12,11). Possiamo disprezzare la vita
    fino a morire perché la morte non ha più potere su di noi (Rm 6,9-11). Perciò la solennità odierna ci
    dà la garanzia che la vittoria di Cristo sulla morte a cui partecipiamo come redenti non è una salvezza parziale, che ci permette magari di prevalere in tante forme sulle nostre concupiscenze e passioni, sulle nostre paure, e quant’altro, ma che non ci impedirà di finire nella tomba. Contemplare il
    corpo incorrotto di Maria in cielo significa vedere realizzato in anticipo il nostro destino finale. Davanti alla tentazione di pensare che nonostante tutto alla fine la morte ha l’ultima parola, l’Assunta
    ci mostra che il nostro destino finale è lì dove ella si trova già. Ci invita perciò a rifiutare quel narcisismo che ci fa ripiegare su noi stessi per contemplare le nostre afflizioni e piangerci addosso, e ad
    alzare lo sguardo lì dove è la speranza della nostra chiamata, il tesoro di gloria fra i santi (Ef 1,18),
    aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo (Rm 8,23).
  3. Il corpo tempio di Dio.
  • Sia le letture della vigilia che quelle del giorno sottolineano il ruolo di Maria come arca
    dell’alleanza, vale a dire come colei che ha portato dentro di sé Dio stesso. L’arca costituiva il segno della “presenza reale” di Dio in mezzo al suo popolo e quindi del popolo come santuario di Dio
    (cfr. testi di riferimento). Il corpo di Maria è quell’arca dell’alleanza (sparita al tempo dell’esilio
    babilonese, e che nella prima lettura riappare in cielo) che ha introdotto il Dio fatto carne nel mondo. Il legame con la solennità è evidente: il corpo di Maria non ha subito la corruzione ed è stato assunto in cielo, anticipazione di quello che avverrà per ciascuno di noi alla fine dei tempi. Questo
    mette in risalto l’importanza del corpo, soprattutto quello del cristiano, che è tempio della divinità.
    Il nostro corpo è destinato all’incorruttibilità. Non è una veste da usare finché si consuma e poi da
    gettare via. Non è uno strumento di piacere, da sfruttare più che si può. Il nostro corpo, o meglio, la
    nostra intera persona umana, con il battesimo è diventato tempio di Dio (vedi testi di riferimento); e
    continua ad esserlo, se questo tempio non lo abbiamo riempito di altre cose. Il corpo umano è chiamato a contenere Dio. Questa è una delle più grandi notizie del cristianesimo: l’uomo è capax Dei.
    L’assunzione di Maria ci rivela la grande vocazione del nostro corpo. Chi ha capito questo conserva
    bene il proprio corpo, non lo disprezza, non lo usa come uno strumento qualsiasi, ma lo prepara alla
    vita immortale, mettendolo a servizio di Dio e dei fratelli.
  • Il nostro destino finale influisce sul nostro presente. Il futuro determina l’oggi. Chi ha nel suo futuro la prospettiva di una competizione importante, agisce oggi in funzione di quel obiettivo. Così la
    fede nella risurrezione della carne si mostra con un comportamento adeguato in vista di quel traguardo. Ci si prepara alla vita divina, alla vita fra i santi, portando in noi stessi la presenza divina e
    usando il nostro corpo santamente. La vita del cristiano è una liturgia di santità vissuta attraverso il
    proprio corpo. Per questo non ci può essere distinzione fra l’interno e l’esterno. Non si può dare nella stessa persona un’anima pura e un corpo impuro. Cristo non ha salvato solo l’anima, ma la persona intera. La nostra meta è quella che ci mostra l’Assunta in cielo. Guardando lei possiamo credere
    con fiducia che Cristo ha veramente vinto completamente la morte e ci farà regnare incorruttibili
    con lui.
  1. La continua presenza di Maria. Gesù dopo la Risurrezione è salito in cielo. E tuttavia continua ad
    essere presente in mezzo ai suoi discepoli: «Io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo»
    (Mt 28,20). Gesù è sempre presente ed operante in mezzo a noi. Allo stesso modo Maria. Pur assunta in cielo continua ad essere presente sulla terra e a generare figli di Dio. Lei è quella donna celeste
    della prima lettura che ha partorito il Messia (vv. 5-6). Ma la stessa donna vive nel deserto di questo
    mondo e ha anche «il resto della sua discendenza» (Ap 12,17), cioè tutti coloro che sono diventati
    figli nel Figlio, figli della stessa madre, perché hanno ricevuto la stessa vita del Figlio. Maria continua nella Chiesa a generare figli di Dio che condivideranno la sua sorte finale.

Fonte:http://www.donmarcoceccarelli.it/