Don RICCARDO PINCERATO”Ascolta: c’è ma non si vede “

XXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (29/08/2021)

Vangelo: Mc 7,1-8.14-15.21-23

Quante tensioni e quante fatiche nascono perchè non siamo capaci di comunicare e perchè non siamo capaci di ascoltarci. A volte mi fa sorridere o mi rattrista in alcuni incontri o riunioni vedere che si creano barriere e muri relazionali non tanto perché si hanno idee diverse. Soprattutto perchè non vuole mettersi in ascolto dell’altro. Mi fa sorridere quando poi la situazione si sblocca.  Mi rattrista quando vedo che nonostante energie e sforzi non si vuole fare un passo indietro. 

Forse lì è il problema dell’ascolto: accettare e riconoscere che l’altro può avere qualcosa da insegnarmi, provare ad essere umili e riconoscere l’alto valore dell’umiltà. Spesso confondiamo l’umiltà con Io per primo pecco in questo, pecco di orgoglio e di presunzione nel sapere, ma poi mi rendo conto che lì si nasconde il tranello più grosso che non mi fa inciampare e che non mi aiuta a crescere e maturare. Non solo l’orgoglio rischia di limitare la mia crescita umana, ma rischia di rallentare fortemente anche il mio rapporto con Dio. 

A volte mi chiedo: “se credi di bastare a te stesso che posto può avere Dio nella tua vita? se pensi che puoi tutto, anche se nella realtà della vita vedi che non è vero, come puoi lasciare a Dio lo spazio per parlarti? e se non lasci lo spazio perchè Lui possa parlarti (attraverso il Vangelo!) chi stai ascoltando, chi stai mettendo al centro?”. Sono le domande che mi faccio quando mi rendo conto che devo rallentare e che non posso pretendere troppo da me stesso e dagli altri.

Quest’estate tra un impegno e l’altro mi è arrivato un sms che mi ha fatto pensare: “Vivi a pieni polmoni anche questa esperienza e rendila straordinaria, sarà un successo se saprai affidarti”. Quando l’ho letto mi è venuto spontaneo pensare che per affidarmi devo rallentare il treno di pensieri e parole che mi frullano in testa, per riuscire invece ad ascoltare gli altri e le loro idee. Ormai stiamo finendo l’estate e ci stiamo preparando al nuovo anno scolastico, a riprendere il ritmo frenetico del lavoro e delle attività varie.

In questa turbine che è la vita potremmo provare ad essere un po’ coraggiosi e provare a mettere da parte i nostri pensieri anche solo per alcuni istanti durante la giornata e lasciare invece che il pensiero di Dio e la sua Parola ci abitino.

Non significa spegnere la ragione, ma piuttosto aprirsi alla contemplazione. Forse scopriremo che Dio non è morto!The following two tabs change content below.