p. Alberto MAGGI OSM “Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 29 agosto 2021
TRASCURANDO IL COMANDAMENTO DI DIO, VOI OSSERVATE LA TRADIZIONE
DEGLI UOMINI.
Commento di p. Alberto Maggi OSM
Mc 7,1-23


In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da
Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè
non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati
accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal
mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose
per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –,
quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano
secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene!
Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono
le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal
di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità,
furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia,
superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono
impuro l’uomo».
Ogniqualvolta Gesù comunica vita, spuntano sempre i nemici della vita che nel vangelo
sono le autorità religiose; è quello che ci scrive l’evangelista Marco nel capitolo settimo del suo
vangelo. Scrive “Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi”. Per il verbo “riunire”
l’evangelista ha adoperato il verbo “synago”, da cui il termine sinagoga, per far comprendere
che quanto segue è frutto dell’insegnamento fatto nella sinagoga. Attorno a lui si riuniscono
“i” farisei, l’articolo determinativo sta ad indicare “tutti”, “farisei” significa “separati”; sono
laici che osservano tutti i ben 613 precetti estrapolati dalla legge di Mosè e per questo si
separavano dal resto della gente, e “alcuni degli scribi”, cioè i teologi ufficiali, venuti addirittura
niente di meno che da Gerusalemme, la città importante. E quale sarà la gravità del fatto?
“Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate”.
Non è una questione igienica, ma rituale, religiosa: un intero trattato del Talmud prevede come
lavarsi queste mani, la quantità dell’acqua, la modalità eccetera e l’accusa che fanno a Gesù è
“Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi?”. Per gli ebrei
Mosè sul Sinai aveva ricevuto la legge e nella forma scritta, i primi cinque libri della Bibbia, e
nella forma orale, commentata, che poi dopo è finita nel Talmud, cioè nell’insegnamento,
questa è la tradizione degli antichi, “ma prendono cibo con mani pure?”. La risposta di Gesù
sembra inizialmente un complimento, risponde Gesù “Bene ha profetato Isaia di voi di voi”,
quindi sempre un complimento, e poi ecco la doccia fredda “Ipocriti”. Il termine “ipocrita” non
aveva a quel tempo la connotazione morale che poi ha preso in seguito, ma indicava l’attore di
teatro, la maschera dell’attore di teatro. Quindi bisognerebbe tradurre “teatranti, siete dei
commedianti, tutta questa vostra finzione della religione è soltanto un teatro”. L’accusa, che è
presa dal profeta Isaia, è che “questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano
da me”, il cuore nella cultura ebraica è la mente, “invano mi rendono culto insegnando dottrine
che sono precetti di uomini”. Quindi non viene da Dio, hanno spacciato per autorità divina
quello che è umano e, mentre l’accusa che hanno fatto è di non osservare la tradizione degli
antichi, per Gesù sono soltanto precetti di uomini.
Continua poi Gesù “Trascurando il comandamento di Dio”, il comandamento di Dio è
quello dell’amore a lui e al prossimo, “voi osservate la tradizione degli uomini”. Pretendevano
che tradizioni umane procedessero da Dio per il loro potere, per dominare, per imporre la loro
religiosità agli uomini.
Poi qui un c’è brano che purtroppo la versione liturgica ha tagliato, non si comprende
perché; è il brano dell’offerta a Dio, che in quel caso impediva o non permetteva poi di aiutare
più i propri familiari, cioè si onorava Dio disonorando gli uomini. Questo per Gesù era
intollerabile e Gesù aggiunge “Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete
tramandato voi”, il loro desiderio di potere viene prima dell’interesse di Dio e degli uomini.
Poi prosegue Gesù “Chiamata di nuovo la folla diceva loro”, e qui ci sono due verbi
all’imperativo, “ascoltatemi e comprendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui
possa renderlo impuro”. Quello che dice Gesù è molto grave, perché? C’è il libro del Levitico
che ha un capitolo, il capitolo undicesimo, tutto dedicato a quegli alimenti, quegli animali che
non si possono mangiare perché sono impuri e rendono impuro l’uomo, quindi Gesù sta alzando
il tiro, dalla legge orale sta passando alla legge scritta. Tant’è vero, anche qui c’è l’altro brano
che purtroppo la versione liturgica inspiegabilmente e incomprensibilmente ha omesso, i
discepoli lo interrogarono poi sulla parabola. Loro hanno accettato l’insegnamento di rompere
con la legge orale, ma quella scritta è la parola di Dio, quella non si tocca, e quindi pensano che
Gesù abbia parlato con una parabola, ma Gesù non ha detto che è una parabola. E qui c’è il
commento che c’è soltanto nell’evangelista Marco alla frase di Gesù “Così rendeva puri tutti gli
alimenti”. Se Gesù rende puri tutti gli alimenti significa che quanto c’è scritto nel libro del
Levitico almeno al capitolo 11 è sbagliato, o meglio non riflette la volontà divina, e questo è
gravissimo perché, se si comincia a distinguere, non si sa poi dove si va a finire.
E poi ecco Gesù dà l’insegnamento: quello che rende impuro o no l’uomo Gesù lo aveva
detto “Non capite che tutto quello che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro
perché non gli entra nel cuore, ma nel ventre e va nella fogna?”. Quello che rende impuro
l’uomo non è un alimento, un cibo, ma quello che esce dall’uomo. Qui Gesù elenca dodici
atteggiamenti, nessuno dei quali riguarda il culto, la religione, dodici atteggiamenti che
rendono impuro l’uomo, cioè impediscono, ostacolano la comunione con Dio, e sono: le
prostituzioni, i furti, gli omicidi, gli adulteri, l’avidità, la malvagità, l’inganno, la dissolutezza,
l’invidia, la calunnia, la superbia e l’ultimo è la stoltezza; la stoltezza è accaparrare per sé
anziché condividere con gli altri. E poi l’affermazione di Gesù “Tutte queste cose cattive
vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”. Pertanto per Gesù la distinzione tra puro
è impuro non procede da Dio, l’impurità nasce dalla cattiva relazione con gli altri uomini.

Fonte:https://www.studibiblici.it/