XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (10/10/2021)

Vangelo: Mc 10,17-30 

La prima lettura, tratta dal Libro della Sapienza, costituisce un insegnamento ammirabile su quale debba essere l’oggetto della nostra preghiera: “Pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza”. Facciamo un piccolo esame di coscienza: quante volte nella preghiera abbiamo chiesto, per prima cosa, la sapienza? Quale percentuale occupa nelle nostre domande e petizioni al Signore? Viene prima del benessere, salute, lavoro, casa ecc. ecc.?
“L’amai più della salute e della bellezza”. E’ così anche per noi? Ahimè, mi sa tanto che nella società degli uomini si moltiplicano palestre di ginnastica , corsi di fitness, istituti di bellezza, ma non ho ancora visto un “Istituto di sapienza”… E anche qualora ci fosse, temo che registrerebbe ben poche presenze, rispetto agli altri.

• Sapienza dono dello Spirito Santo
La preferii a scettri e troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto”. Ohimè! Possiamo dire altrettanto? Quanti, come massima ambizione, hanno quella di salire finalmente su di un trono (arrivare al potere) e vincere al lotto… Quanti vanno a gara per partecipare a quiz televisivi a premi e portarsi via il consistente gruzzolo. Se facessimo un sondaggio tra la gente comune, scopriremmo probabilmente che le mete più agognate sono proprio quelle!
E pensare che la sapienza è addirittura un dono dello Spirito Santo, cioè il massimo dono che ci fa gustare l’amore di Dio. La maggior parte di noi sa che Dio è amore, ma quanto a sperimentarlo, nessuno o quasi lo sperimenta. Ebbene il dono della sapienza ci dà la rivelazione dell’amore di Dio e ce lo fa gustare, il che è molto di più che solo conoscerlo. Io posso conoscere la tabellina pitagorica, ma non ne farò mai l’esperienza, cioè non la gusterò mai.

• L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo
Il dono della sapienza oltre all’amore ci rivela anche la divina grandezza e onnipotenza. Questo smisurato universo che si estende per miliardi di anni luce, formato da miliardi di galassie e corpi celesti che ruotano a velocità folle ci rivela l’esplosione di vita che il creatore è in se stesso. Nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo. Dio ha fatto dal nulla tutte le cose e il nulla è ancora inscritto nella materia. Se si potesse comprimere l’atomo formato dal nucleo di protoni e neutroni e dagli elettroni che girano attorno, togliendo lo spazio di vuoto che c’è tra il nucleo e gli elettroni, il Monte Bianco prenderebbe le dimensioni di una capocchia di spillo.

• Attirati dal soffitto
Il dono della sapienza ci fa vivere nell’orbita di Dio e ci stacca dall’orbita dell’io. Invece di essere attirati dal pavimento siamo attirati dal soffitto. Anzi, sfondiamo addirittura il soffitto e vediamo i cieli aperti con tutte le meraviglie che vedremo nella Gerusalemme celeste.
Questa sapienza, dono dello spirito Santo, non è la sapienza umana limitata alle cose di quaggiù, è una conoscenza della Santissima Trinità come dice San Giovanni della Croce nel Cantico Spirituale: “L’anima partecipa di Dio compiendo in compagnia di lui, l’opera della Santissima Trinità. O anime create per vette così alte e ad essa chiamate, che cosa fate? In cosa vi intrattenete? Vorreste essere cieche dinnanzi a tanta luce?”.

WILMA CHASSEUR

Fonte:http://www.incamminocongesu.org/