FLAVIA SIENI “Lo sguardo che ama”

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (10/10/2021)

Vangelo: Mc 10,17-30 

Nell’ormai antico — ma intramontabile — colossal Ben Hur (1959), tra le molte, c’è una scena magistrale e muta che dice tutto: i militari romani stanno conducendo alle galere un gruppo di prigionieri incatenati. Quando la triste carovana si ferma vicino ad un pozzo, viene concesso agli abitanti del luogo di offrire acqua ai prigionieri; a tutti eccetto al protagonista, appunto, un certo Ben Hur cui viene impedito con la violenza di bere. Il regista a questo punto ci mostra le spalle ed i piedi di un uomo che, uscendo da una bottega di falegname, porge dell’acqua al nostro condannato; allo spettatore è lasciata l’intuizione che si tratti di Gesù. Un centurione romano si avvicina minaccioso alla scena e riceve, da questo generoso sconosciuto, uno sguardo, un solo sguardo, un colpo d’occhio d’amore che lo porta ad arretrare, quasi fino a cadere ma certamente a prendere consapevolezza, in un momento, del bene e del male, della pietà e della compassione, dell’iniquità dell’uomo e della giustizia di Dio. È questo che raggiunge chi guarda il film: la possibilità di poter osservare la realtà altrimenti, di guardare alla vite e ai fratelli con intenzioni di amore.

Ma come si fa ad amare con lo sguardo?

Nella scena fotografata dall’Evangelista Marco nella pericope evangelica proposta per la XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, ci troviamo occhi negli occhi con Gesù o, meglio, possiamo seguire con il nostro sguardo lo sguardo di Gesù: è lui che guarda e ama, è lui che guarda e insegna, è lui che guarda in faccia e promette!

Ascoltando questo Vangelo non possiamo non farci interpellare dal senso della vista di Gesù: i suoi occhi guardano un uomo e vedono in lui un discepolo da amare e a cui offrire un tesoro; guardano la complessità della storia e vedono ancora le infinite possibilità di Dio. I suoi sono occhi che mentre guardano il disorientamento nel volto di ognuno di noi, vedono persone che hanno bisogno di una promessa e la cui destinazione è la vita eterna.

Non sappiamo se questo tale, anonimo del Vangelo, abbia avvertito o no la potenza d’amore proveniente dallo sguardo di Gesù.

«Quanto è difficile!» ammonisce Gesù; “quanto è difficile!” — diciamo noi — esporsi con fiducia a questo sguardo. «Guardo il buon Dio e lui guarda me» diceva sereno il contadino al santo parroco Giovanni Maria Vianney.

Convertirsi è questo lasciare che tutto sia nudo e scoperto agli occhi suoi (Eb 4, 13). È sentire e credere di avere su di noi questo sguardo benedicente, il cui potere maieutico da solo basta a farci nascere e rinascere ancora.

*Monastero Agostiniano
Santi Quattro Coronati in Roma

di FULVIA SIENI