Don RICCARDO PINCERATO “Non è cambiato nulla!”

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (17/10/2021)

Vangelo: Mc 10,35-45

Dai discepoli a noi oggi non è cambiato nulla! Il cuore dell’uomo è rimasto bene o male molto simile. Tutti cerchiamo il leader carismatico, il titolare dell’azienda, il professore di spicco, il direttore della banca, il bulletto della scuola per essere suo  amico. Farsi amico il “boss” per quanto antipatico possa essere alla lunga può portare a dei benefici. E se anche non porta a dei benefit materiali, gli altri ti guardano come l’ “amico del capo”, ti guardano con una certa gelosia o invidia, vorrebbero essere al tuo posto. 

Perché abbassarsi a tanto? Perché rinunciare alla propria libertà per legarsi a un’altra persona? Per interesse, forse? Per vana gloria? Per un torna conto? Per mettersi in mostra?

Ma è questa la dignità dell’uomo? Ma è questo essere “signori”? Ma è questa libertà? 

Saltare nel carro dei vincitori non è sempre salutare, a volte fa perdere l’orientamento e la bussola. Il potere fa venire le vertigini a chi non ha radici solide, a chi non ha umanità, ha chi non ha speranza e sogni per il futuro. Il potere alla fine ti distrugge e ti rende quasi una sorta di pagliaccio perché non sei più tu che tieni in mano le redini della tua vita e della tua intelligenza, ma ti lasci trasportare dalle ondate dell’audience o dagli umori degli amici o dagli applausi della gente. Il potere ti fa accecare e ti porta a non riconoscere i tuoi errori e ti porta a trovare nemici sempre fuori di te, senza accorgerti, invece, che il primo grande nemico che devi combattere sei te e il tuo orgoglio.

BASTA! TRA VOI NON È COSì!

Come potete vedere il potere è una sorta di vortice impazzito. Un fiume in piena che rischia di esondare e di rompere gli argini della nostra umanità. Vanno prese delle precauzioni per non cadere in questo vortice. Vanno messe delle barriereVa cambiato il trend e la tendenza.

Come? Con coraggio e geniale creatività. Quel coraggio e quella creatività che nascono dal Vangelo e che portano a rimettere al centro una parola che forse abbiamo iniziato a dimenticare: solidarietà.

È importante lavorare insieme per costruire il bene comune e un nuovo umanesimo che non ha come unico scopo il profitto o il potere o il prestigio personale, ma piuttosto una vita degna che metta al centro il bene delle persone. È inutile fare la gara a chi urla di più o come i bambini che vengono richiamati dopo che hanno fatto una cavolata cercare di dare la colpa all’altro. Una vita degna nasce quando ciascuno si assume le proprie responsabilità e porta avanti con carità e fedeltà le proprie scelte. Per assurdo, anzi per il Vangelo, è degna la vita di colui che si fa servo.

Non è cambiato nulla da duemila anni ad oggi! Le dinamiche del cuore umano sono le stesse.

Però può cambiare tutto per coloro che mettono Cristo al centro della loro vita.

Il “g…iorno del cambiamento” non esiste se non si ha la voglia di amare, di servire, di dialogare.


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