XXXIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) – Cristo Re  (21/11/2021)

Vangelo: Gv 18,33-37

Mercoledì mattina presto, quando con un gruppo numeroso ci siamo trovati in quel locale della Gestapo, i fatti delle nostre vite erano tutti uguali: eravamo tutti nello stesso ambiente, gli uomini dietro la scrivania, come quelli che venivano interrogati. Ciò che qualificava la vita di ciascuno era l’atteggiamento interiore verso quei fatti. Si notava subito un giovane che camminava su e giù con un’espressione palesemente scontenta, assillato e tormentato. Cercava in continuazione pretesti per urlare a quei disgraziati ebrei: «Mani fuori dalle tasche per favore…», ecc. Per me era da compiangere più di coloro a cui stava urlando; e questi, a loro volta, facevano pena nella misura in cui erano impauriti.

Etty Hillesum, Diario

Così scrive Etty Hillesum nel suo Diario il 27 febbraio 1942.

Con una lucidità straordinaria, questa giovane donna, che insieme a milioni di altri ebrei innocenti perderà la vita nei campi di sterminio, guarda la scena di un interrogatorio.

In questo quadro drammatico, lei non vede i potenti (gli uomini della Gestapo) contrapposti ai deboli (gli ebrei interrogati). Lei vede degli uomini che, in quanto a umanità, sono tutti uguali. Secondo lei, la vera cosa che li differenzia è l’atteggiamento interiore.

E infatti la vera differenza tra Gesù e Pilato nell’episodio di oggi non risiede nel loro ruolo o nel loro potere apparente. Se pensiamo al seguito della storia, il potente di questa scena, il governatore Pilato, rappresentante dell’onnipresente Impero romano, si rivelerà un uomo pieno di paura e un prigioniero senza libertà, un uomo che si farà manovrare dai sommi sacerdoti e dalle grida delle folle.

Stupisce invece lo sguardo limpido e sereno di Gesù, che pure si trova nella posizione del prigioniero. Mostra una forza interiore che davvero possiamo definire regale, come ci dice anche la festa di oggi, “Cristo Re dell’universo”. Ancora Etty Hillesum sembra commentare alla perfezione questa situazione:

In fondo, io non ho paura. Non per una forma di temerarietà, ma perché sono cosciente del fatto che ho sempre a che fare con esseri umani, e che cercherò di capire ogni espressione, di chiunque sia e fin dove mi sarà possibile. E il fatto storico di quella mattina non era che un infelice ragazzo della Gestapo si mettesse a urlare contro di me, ma che francamente io non ne provassi sdegno– anzi, che mi facesse pena, tanto che avrei voluto chiedergli: hai avuto una giovinezza così triste, o sei stato tradito dalla tua ragazza?

In che senso Gesù è un Re di fronte a Pilato? Perché Gesù non si fa prendere dalla paura, ma resta libero e fedele alla sua missione, e anzi invita Pilato a guardare dentro il proprio cuore:

“Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”

Forse questa libertà di ascoltare la verità è una delle cose che più ci manca.

In effetti molto spesso anche noi, come Pilato, ci ritroviamo a essere servi di qualcosa che non abbiamo davvero scelto o voluto, ma che per paura o pigrizia o cecità non abbiamo voluto affrontare. Purtroppo è proprio da qui che, troppo spesso, nasce il male che avvelena la nostra vita e quella della nostra società. Ancora Etty:

Avrei voluto cominciare subito a curarlo, ben sapendo che questi ragazzi sono da compiangere fintanto che non sono in grado di fare del male, ma che diventano pericolosissimi se sono lasciati liberi di avventarsi sull’umanità. È solo il sistema che usa questo tipo di persone a essere criminale. […] Quel che fa paura è il fatto che certi sistemi possano crescere al punto da superare gli uomini e tenerli stretti in una morsa diabolica, gli autori come le vittime: così, grandi edifici e torri, costruiti dagli uomini con le loro mani,s’innalzano sopra di noi, ci dominano, e possono crollarci addosso e seppellirci.

A volte pensiamo che i re siano quelli che hanno una corona d’oro in testa, ma Gesù è stato re anche soltanto con una corona di spine. La differenza non è fatta dalla corona, ma dalla libertà o dalla schiavitù che uno vive dentro il suo cuore.

Fonte:http://www.twittomelia.it/