II Domenica di Avvento (Anno C)  (05/12/2021)

Vangelo: Lc 3,1-6 

All’inizio del vangelo di oggi, è riportata una teoria di personaggi eminenti, sette grandi della storia, potenti uomini civili e religiosi che hanno comandato eserciti ed edificato città.
Ma la parola di Dio si posa su uomo silenzioso che abita nel deserto.
«Dio è sovranamente indifferente a ciò che l’uomo costruisce, ma per amore dell’uomo invia la sua parola a uomini incontaminati dalla civiltà, e la sua parola li rende gestatori dell’avvenire» (Giovanni Vannucci).
L’incarnazione avviene nell’utero di una donna che ‘non opera’, ‘non-conosce-uomo’. La verginità feconda è proprio il mistero di un vuoto abitato; disponibilità ad essere visitati nell’inazione.

Il deserto – cui si fa riferimento nel testo – è un non-luogo, esperienza esistenziale, in cui tutto è ridotto a silenzio, e quindi a possibilità di ascolto. E qui il Battista battezza, invita cioè alla consapevolezza di sé. Chiede il coraggio di scendere (simboleggiato con l’immersione nell’acqua) nel proprio mondo interiore, al fine di salire alla vita piena, alla possibilità di vivere un principio di rinascita (emersione dall’acqua). Solo chi conosce il proprio mondo interiore potrà conoscere Dio e il mondo fuori di sé. ‘Conosci te stesso, e conoscerai te stesso e Dio’ recitava l’iscrizione posta sul tempio di Apollo a Delfi.
E sarà solo in questo processo di morte-rinascita, che si sperimenterà il ‘perdono dei peccati’ (v. 3). Se si compie il grande viaggio interiore, se si frequenta il deserto in noi stessi – perché ormai caduto ogni appiglio in cui si sperava la salvezza, fatto d’immagini, desideri, illusioni – allora si giungerà al contatto col Dio in noi, facendo così esperienza di quell’Amore capace di frantumare il peccato, la propria ‘sconfitta’ esistenziale.
Sarà questo il momento in cui ‘ogni uomo vedrà la salvezza di Dio’ (v. 6).
È molto bello che ora siamo chiamati a ‘vedere’ la salvezza, e non più a ‘doverla fare’. ‘Siamo’ salvati, non ‘dobbiamo’ salvarci.
L’amore raggiunge sempre l’amato, ovunque questo si trovi, fosse anche all’inferno, e sempre in modo gratuito. E l’amore ci raggiungerà come evento di bellezza, appunto da vedere, da accogliere. Ed è ancora più bello che il testo dica: ‘ogni uomo potrà vedere’ questa salvezza: proprio ogni uomo, di ogni o nessuna religione, di ogni latitudine e qualsiasi tempo.

Fonte:https://www.paoloscquizzato.it/


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