Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria  (08/12/2021)

Vangelo: Lc 1,26-38 

In questa festa la Chiesa contempla Maria, la Madre del Signore, Immacolata, libera da ogni ombra di peccato. La prima lettura ci porta al principio, nel Giardino dell’ Eden, per narrarci il peccato detto “originale”. Un racconto che conosciamo per via del frutto proibito. 

Con un linguaggio tra il poetico e il misterioso,  la Bibbia risponde a una domanda che non possiamo evitare e che, non a caso, accompagna la storia dell’umanità fin dalle origini: perché il male? da dove il male? chi ne è l’autore? A questo interrogativo risponde la tradizione ebraica con la narrazione del peccato originale, contenuta nella seconda pagina della Bibbia. Ed è importante che sia la seconda pagina. 

La prima narra la creazione ed è scandita sei volte da un ritornello: «E Dio vide che era cosa buona». Dio benedice, Dio dice bene dei suoi figli, dice il bene per i suoi figli. Perché il dire bene, il benedire di Dio non è una parola vuota ma una parola efficace, una parola che crea, che suscita, una parola che fa camminare i sogni. 

E che Dio dica bene, che benedica i suoi figli e questa terra è davvero la buona notizia, è il Vangelo racchiuso già nella prima pagina della Scrittura Sacra. Per questo, non sarebbe notizia buona la comunità  dei cristiani che si dimenticasse la benedizione, che avesse sulle labbra solo parole di sconforto, di sfiducia o peggio di maledizione. 

Nel giardino dell’Eden risuona la promessa del Salvatore. Il suo nome è Emmanuele cioè “Dio con noi”. Il suo nome è Gesù, “Dio salva”. Cancelliamo, allora, il sospetto che Dio sia un pericoloso rivale dell’uomo e della sua libertà: Dio è con noi, non sopra di noi, né contro di noi.  È con noi. 

Con noi, per salvarci: perché non avvenga che anche noi ci nascondiamo al suo sguardo, diffidiamo di lui e  lo temiamo.  La prima pagina della Bibbia ci consegna la certezza della benedizione di Dio, e non quella del peccato dell’umanità.  

Chiamiamo originale il peccato, ma in verità originale è la benedizione. Certo non possiamo sminuire la presenza del peccato. Anzi proprio questa amara esperienza è la prova della nostra libertà. Solo un uomo libero, responsabile di sé, può esser peccatore. 

Ma quella del peccato non è l’esperienza originaria dell’uomo: esperienza originaria è quella della gioia che il peccato tenta di compromettere ma non cancellare.  La bontà originaria di tutto, vera e propria epifania del volto del Creatore, è segnata, ferita dal peccato, ma non distrutta. 

In principio la gioia, una gioia offuscata dalla durezza del peccato, ma in principio è la gioia. Originale, originaria è  la gioia.  E se la Chiesa vuole essere come deve essere, annuncio del vangelo di Gesù, deve ricordarsi sempre del primato della benedizione, del primato della gioia. Originale non è la tristezza del peccato, ma originale è la gioia della benedizione.

La benedizione di Dio trova oggi in Maria di Nazareth, la sua stupenda realtà. L’Angelo si rivolge a lei chiamandola con un nuovo nome che non è quello scelto dalla sua famiglia; il  nome dato dall’Angelo  è: “ricolmata di grazia”. “Piena di grazia”. Maria “ricolmata da Dio” della sua grazia. Noi siamo figli di questa Madre piena di grazia.