#PANEQUOTIDIANO,«Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe»

La Liturgia di Venerdi 19 Marzo 2022 VANGELO (Mt 1,16.18-21.24)  Commento: P. Marc VAILLOT(París, Francia)

Testo del Vangelo (Mt 1,16.18-21.24a): Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

«Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe »P. Marc VAILLOT(París, Francia)

Oggi la Chiesa ci invita a contemplare la figura amabile del santo Patriarca. Scelto da Dio e da Maria, Giuseppe visse come tutti noi tra dolori e gioie. Dobbiamo guardare a tutte le loro azioni con particolare interesse. Impareremo sempre da lui. Ci fa comodo metterci nei suoi panni per imitarlo, perché così potremo rispondere, come lui, alla volontà divina.

Tutto nella sua vita —modesta, umile, ordinaria— è luminoso. Per questo, famosi mistici (Teresa d’Avila, Hildegarde de Bingen, Teresa de Lisieux), grandi Fondatori (Benedetto, Bruno, Francisco de Assisi, Bernardo de Clairvaux, Josemaría Escrivá) e tanti santi di tutti i tempi ci incoraggiano a trattarlo ed amarlo per seguire le orme del Santo Patrono della Chiesa. È la scorciatoia per santificare l’intimità delle nostre case, entrare nel cuore della Sacra Famiglia, per condurre una vita di preghiera e anche per santificare il nostro lavoro.

Grazie alla sua costante unione con Gesù e Maria —ecco la chiave! — Giuseppe può semplicemente vivere lo straordinario, quando Dio glielo chiede, come nella scena evangelica della messa odierna, perché soprattutto svolge abitualmente compiti ordinari, che non sono mai irrilevanti perché assicurano una vita fertile e felice, che conduce alla beatitudine celeste.

Tutti possiamo, scrive papa Francesco, «trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà (…). Giuseppe ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza. E ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca».

La voce di un testimone

Caro San Giuseppe, il mio incontenibile bisogno di senso ha trovato rifugio e risposte presso di te. Gli echi di questa ricerca di autenticità ancora si diffondono nel nostro tempo. E – ne siamo certi – continuano a giungere fino a te.
Tonino Bello


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