fr. Massimo Rossi Commento Domenica delle Palme (Anno C)

Domenica delle Palme (Anno C) (10/04/2022)

Vangelo: Lc 22,14-23,56

È stato scritto – forse era Dietrich Bonhoëffer – che il 900 fu il secolo dell’orto degli ulivi… l’inizio della fine. Evidentemente non ci è bastato, non abbiamo imparato la lezione…

E così siamo ancora qui, nel Getsemani, prostrati a terra, ad implorare Dio che passi da noi questo calice…. Siamo pieni di paura, come il Signore, abbandonato da tutti, forse anche da Dio… Perché, come scrive Hans Urs Von Balthasar nel suo “Il Rosario”, Gesù guardava il Padre suo con gli occhi di un peccatore, peggio, (con gli occhi) del peggior peccatore, perché portava tutti i peccati del mondo, quelli del passato – e sono tanti! -, quelli di oggi – e sono ancor di più! – e anche quelli futuri… Il peccatore è sempre quantomeno tentato di pensare a Dio come Colui che giudica e che, a ragione, condanna…

Da questa situazione di fortissimo stress emotivo, la reazione fisica della sudorazione di sangue.

Ma la versione della Passione di Cristo secondo san Luca non può chiudersi con un’immagine tragica, con una morte disperata,… Ecco, allora, il dialogo tra il Nazareno e il ladro crocifisso accanto a lui: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.”“In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.”. Poco prima aveva invocato il perdono celeste su coloro che lo avevano appeso alla croce; più di una speranza, ancor più di una preghiera; era un ordine dato a Dio: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.”: con quale autorità, un figlio si rivolge a suo padre e impartisce un ordine?…con l’autorità del martirio! Il figlio di Dio sta morendo per noi e per tutti in remissione dei peccati; fedele alla missione ricevuta da Dio; fedele al patto firmato con l’umanità,… Gesù rinuncia a se stesso, perché noi viviamo.

Quella del Figlio fu una scelta libera e volontaria, nella logica del puro dono: che dono sarebbe se non fosse libero e volontario? che dono sarebbe se ci sentissimo in diritto di riceverlo, e dunque di pretenderlo? Possiamo solo invocarlo; come quel criminale che stava morendo al fianco del Signore; il quale, ben conscio di meritare una giusta condanna, non chiede alcuna salvezza per sé, un ricordo soltanto. Non si aspettava certo quella risposta da Gesù… una risposta che sa di miracolo. Infatti è proprio così! e con un (ennesimo) miracolo, il Dio della vita entra nella vita eterna, passando attraverso la porta stretta della morte.

Questa porta è ormai spalancata. Ciascuno di noi può finalmente celebrare la sua pasqua.

Il tempo dell’attesa è finito: l’ora della salvezza è arrivata. Per tutti!

Fonte:https://www.qumran2.net/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: