Don Luciano “Ascoltare, essere amati e seguire”

IV Domenica di Pasqua (Anno C) (08/05/2022)

Vangelo: Gv 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Commento

I quattro versetti che la liturgia della Chiesa ci dona per questa IV domenica di Pasqua, la cosiddetta “Domenica del Buon Pastore”, sono una vera e propria perla luminosa per la nostra contemplazione. Questo passo breve e intenso si può leggere in due prospettive complementari: dal basso verso l’alto, seguendo la stessa struttura del testo, ossia con uno sguardo che dalle pecore conduce al cuore di Dio, oppure dall’alto verso il basso, contemplando il cuore della Trinità, da cui scaturisce ogni azione che ha per destinatarie le pecore. Noi scegliamo la seconda possibilità, partendo proprio dal versetto finale, che rappresenta un po’ il culmine di questo passaggio. È come uno squarcio aperto nel cielo, perché ci fa gettare lo sguardo nel cuore stesso del Mistero dell’Amore trinitario, dove Gesù e il Padre sono unum, unità inscindibile. Da questa unità intratrinitaria, l’amore provvido e protettivo del Padre, per mezzo di Gesù si diffonde su tutte le creature, specialmente sull’umanità e sui discepoli, che sono consegnati nelle mani del Figlio e che nessuno può sottrarre alla sicurezza di quest’ombra divina. È un’immagine fortemente consolante, quando ci si sente minacciati sotto vari fronti dalle incertezze di questo nostro mondo in subbuglio. Non si tratta certamente di un concetto astratto e disincarnato, ma è attraverso l’offerta della propria vita nel mistero pasquale, che Gesù dona loro la vita eterna, ossia la vita divina che Egli condivide con il Padre e di cui rende partecipi le sue pecore. Esse, diventando un unico gregge attorno a Lui, sperimentano la stessa unità che sussiste tra il Padre e Gesù, senza che nulla e nessuno possa allontanarle da tale presenza. Il Figlio, l’Inviato del Padre, costruisce con le sue pecore un rapporto unico, perché il Padre le ha affidate a Lui: esse ascoltano la sua voce, ossia si lasciano guidare dalla sua Parola; lui le conosce personalmente, ossia le ama in modo unico e totalizzante; esse lo seguono con fiducia, perché sanno che Lui è la fonte della vita e del bene. Ciascuno di noi, in questa domenica, è invitato a riflettere su questi tre aspetti: come ascolto il Signore nella mia quotidianità, so distinguere la sua voce fra i tanti rumori che rimbombano attorno a me? Sono consapevole di essere destinatario di una conoscenza e di un amore totalizzanti da parte del Signore, che mi rendono unico e irripetibile? Se ho scoperto questo amore vero nella mia vita, l’amore di Dio, oriento la mia vita verso di Lui, seguendolo con fedeltà?

Fonte:http://caritasveritatis.blog


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