Derno Giorgetti “L’OSTIA SI TINGE DI ROSSO OGGI COME AI PRIMI TEMPI”

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno C) (19/06/2022)

Vangelo: Lc 9,11-17

Della lunga sezione dei pani – Mc 6,30-8,26 – troviamo in Luca soltanto il miracolo della moltiplicazione dei pani: un miracolo che dovrebbe essere normale fra di noi, prima di tutto, noi che siamo “fratelli”.

La relazione fra la condivisione del pane e l’Eucaristia è più che lampante. Subito, però, la mia testa vola a Carupano, in Venezuela. Se andiamo a vedere le grosse parrocchie – sui 30mila abitanti – ci accorgiamo che appena il 20 per cento – che ottimista questa mattina fa la prima comunione. Dov’è il miracolo? Nel fatto che arrivino fino in fondo. Il giorno della prima Comunione rimarrà, per loro, il giorno più bello della loro vita: vestiti bene, come non mai, invidiati dai compagni, ammirati perfino dai fratelli e anche dal babbo che per l’occasione riappare anche nella foto. E poi nelle parrocchie più movimentate, come la nostra, ti obbligano con gentilezza a ritornare a Messa, con quel vestito, per altre cinque domeniche. Insomma, una vera promozione umana.

Chiedo a una bimba: «Scusami, cosa farai domenica prossima?». «Farò la comunione, riceverò l’ostia».

Penso ai nostri campi dove già biondeggiano le spighe in piena maturazione, anche quest’anno, sotto un sole che finalmente riscalda. E mentre penso all’Eucaristia – che parola difficile per i poveri – ascolto le solite notizie di morte: e allora l’ostia bianca si tinge di rosso-sangue, come ai primi tempi della Chiesa.

Ricordiamo Stefano, Giacomo il maggiore, Giacomo “fratello del Signore”, e su, sempre più su. Agli inizi del secondo secolo ci viene incontro Ignazio di Antiochia: ostia pura, consumata dai denti dei leoni. E ancora oggi vedo tante ostie rosso-sangue e mi accorgo di essere in Nigeria. Come faremo quest’anno a fare le ostie se hanno bombardato i punti nevralgici dell’esportazione del grano? È vero, il Signore Gesù si è consegnato totalmente sul Calvario, ma non dimentichiamo che prima l’ha fatto, misticamente, nell’Ultima Cena, superando ogni aspettativa.

Allora, perché tanti cattolici non vanno più a Messa e non fanno più la Comunione? Dove attingono la forza per andare avanti? Il corpo di Gesù di Nazaret che penzolava su due pali incrociati, ora è glorioso, risorto e ci aspetta tutte le domeniche nel sacramento dell’Eucaristia; come sul Golgota non ha fatto finta, così anche adesso è veramente presente nel pane e nel vino consacrato. Che spettacolo e che predica sonante vedere alla domenica ragazzi, giovani, adulti, sposati, e “arrivati ormai al capolinea”, i quali continuano a ricevere la bianca ostia, ormai non tanto bianca: inzuppata di lacrime, e anche un po’ rossa per i tanti tagli che un cristiano deve fare.

Fonte:https://www.corrierecesenate.it/


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