Wilma Chasseur”SIAMO AUDACI NELLA PREGHIERA”

XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)  (24/07/2022)

Vangelo: Lc 11,1-13

Nella prima lettura vediamo l’accorata preghiera di Abramo che intercede per Sodoma e Gomorra: “Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Se ci fossero cinquanta giusti?” E il Signore ascolta l’intercessione di Abramo che scende fino a dieci. Ma perché si è fermato a dieci? Perché non ha avuto l’audacia di scendere fino ad uno? Non lo sapremo mai, ma ciò che è evidente in questo brano è che la preghiera dev’essere insistente e fiduciosa oltre ogni limite. Dio l’avrebbe probabilmente esaudito anche se fosse sceso fino ad uno. Ecco che conclusione possiamo tirare da questa prima lettura: non fermiamoci mai a dieci, osiamo scendere fino ad uno: non dubitiamo che Dio ci possa esaudire molto al di là di quel che speriamo.
Alziamo ancora gli occhi al cielo?
Nel Vangelo vediamo Gesù che “si trovava in un luogo a pregare”. Lui che era il Figlio dell’Altissimo e Dio in persona, trovava il tempo per pregare! Sempre lo faceva: di giorno, di notte, prima di un miracolo, di una guarigione, decisione o iniziativa. E noi che siamo polvere e cenere, diciamo che pregare non è necessario, è solo una perdita di tempo. Dobbiamo re-imparare ad alzare gli occhi al Cielo. La preghiera è proprio questa capacità e questa incredibile dignità, di poterci innalzare fino a DIO. Pregare è far funzionare questo ingranaggio tipicamente nostro, che nessun’altra creatura possiede.
La cultura dominante vuol farci discendere dalle scimmie: ma allora mostrateci una buona volta, una scimmietta che faccia la sua preghierina, o che rinunci alla banana per fare un sacrificio, o osservare il digiuno quaresimale… Meno male che l’astrofisica, che guarda un po’ più in su, ci dice che discendiamo dalle stelle (la stessa parola “pianeta” significa stella errante): questo ci tira un po’ su il morale…
L’eterno ritornello
Quindi, che la preghiera è necessaria, lo si sa, ma il guaio è un altro: è che non ne siamo per niente convinti e così nessuno ha mai tempo di pregare; ecco l’eterno ritornello! Ma per un sacco di altre cose di cui si è convinti, il tempo lo si trova eccome! Chi non trova il tempo, ad esempio, per lo sport, la palestra, la ginnastica ecc.?
Per tutte queste cose di cui si è arciconvinti che facciano un gran bene alla salute, al fisico, alla linea, il tempo salta fuori infallibilmente! Un autore francese diceva che non aveva mai visto nessuno morire di fame, perché non aveva avuto il tempo di mangiare… Ora, la preghiera è ancor più importante del cibo, e per di più, fa anche bene alla salute. Sapete perché? Perché noi non siamo fatti di solo corpo, ma anche e soprattutto di anima. E come il corpo ha bisogno di nutrimento e di esercizio per star bene, così anche l’anima. E la preghiera è un’autentica respirazione e nutrimento dell’anima. E se l’anima vive bene, anche il corpo che le è indissolubilmente unito, sta meglio.
L’unica cosa necessaria
Dobbiamo abituarci a considerare la preghiera non come una cosa penosa, da fare il più in fretta possibile, o il meno possibile, ma come l’incontro con un grande Amico. Non ci costa stare con un amico, anzi ne sentiamo il bisogno, così dovrebbe essere della preghiera: dovremmo sentirne il bisogno. Ma come fare per giungere a questo? È semplice: come si impara a nuotare, nuotando e a sciare, sciando anche a pregare si impara pregando. E più si prega, meno diventa difficile e noioso. Dio ci diventa sempre meno sconosciuto, meno “altro”, ed impariamo a conoscerlo e ad amarlo sempre di più e a ringraziarlo per tanti infiniti doni.

WILMA CHASSEUR

Fonte:http://www.incamminocongesu.org/


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