ROSSELLA BARZOTTI “Eccednza Infuocata”

XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (14/08/2022)

Vangelo: Lc 12,49-53

«E quanto vorrei che fosse già acceso!», un uomo desiderante che sente la forte attrazione verso ciò che va compiuto. Gesù si mostra e si svela in tutta la sua umanità; è giunto, finalmente, attraverso il suo percorso umano a quelle consapevolezze intrise della sua eccedenza divina.

L’essere umano per sua natura è un essere desiderante, ma spesso, nel tempo che viviamo, perdiamo il gusto del desiderare, smettiamo di guardare il reale che ci circonda rinunciando alla comprensione della nostra autentica essenza; l’allontanamento dal proprio desiderio determina spesso che il nostro animo si ammala, perde vigore e vitalità, entrando in percorsi melanconici e spesso autodistruttivi. Ogni desiderio che abita l’animo umano si impone come una realtà che esige prendere forma ed esprimersi all’interno del fluire quotidiano.

Quando rinunciamo alla realizzazione di ciò che ci identifica e ci appartiene, quando ci priviamo di percorrere la tratta verso la nostra piena compiutezza, spesso apparentemente priva di ragionevoli signifiati, è come se perdessimo un pezzo di noi stessi, tradendo la nostra piena essenza. Preferiamo ripiegarci sulle nostre malattie psicologiche piuttosto che rischiare cadute e incomprensioni. Percepire e partire dalla nostra insufficienza ci pone e predispone verso un’esistenza che anela ad una completezza che sentiamo profondamente nostra.

Gesù condivide con noi questo suo bruciante desiderio non risparmiandosi alcun tormento anzi pagando duramente sulla sua carne il prezzo del suo essere co-Creatore. Ma anche noi siamo figli di Dio e ogni desiderio riconosciuto e vissuto in pienezza conduce a uno stravolgimento e a un nuovo assetto del nostro stare nel mondo. Così è stato anche per Gesù, che ha vissuto sulla sua carne questa eccedenza infuocata, che bramava portare a compimento solo attraverso il suo vivere fino alla fine.

Lui stesso ha percepito un’inquietudine profonda che lo ha abitato e spinto verso noi, desiderando già la piena liberazione della sua creatura dalle proprie gabbie interiori. Gesù incarna e riconosce in sé e fuori di sé le caratterizzanti antinomie del funzionamento umano, anche lui vive le proprie relazioni non prive di difficoltà, intessute di lacerazioni e sofferenze. Quanta umanità in Gesù!

Quando permettiamo a noi stessi di prendere coscienza della nostra fattura di figli di Dio riusciamo ad intuire quel senso di infinito che ci mette in movimento e ci rende con-partecipi e liberi come uomini e fratelli di camminare verso la nostra compiutezza, restituendo ciascuna vita alla originaria fonte che ce l’ha donata. (rossella barzotti)

di ROSSELLA BARZOTTI

Fonte:https://www.osservatoreromano.va/


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