Derno Giorgetti “SILENZIO E RIFLESSIONE PER AGIRE CON SAGGEZZA”

XXIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)  (04/09/2022)

Vangelo: Lc 14,25-33 

Fin dall’inizio, Gesù si esprime con una martellante sentenza: «Non può essere mio discepolo». Chi?

Colui che non “odia” suo padre e la madre… Dice proprio così il testo. Il verbo greco significa “odiare”, “disprezzare”, ma al di là del greco vi è un’espressione semita per cui questo verbo significa “posporre”. Il Cristo ci ricorda che non dobbiamo amare i familiari, gli amici più di Lui. Essi sono il nostro prossimo, è vero, ma l’amore nei loro confronti dobbiamo subordinarlo a quello del Maestro. In molte circostanze, per fare la volontà di Dio, occorre tagliare e purificare i nostro affetti più sani. Anche questo fa parte della “croce”.

Seguono due parabole (vv. 28-32): molte di esse sono paradossali perché vogliono richiamare l’attenzione della gente e spingerla a riflettere. Nel primo esempio si parla di una persona che deve costruire una torre. Di che torre si tratta? La torre (pýrgos) può essere una torre di guardia nei campi (come in Lc 13,4) o una casa privata a tre piani: quest’ultimo è il nostro caso, perché qui si parla di gettare le fondamenta di una costruzione visibile a tutti. Quindi prima di tutto dobbiamo sederci e calcolare la spesa; non serve la fantasia o il buon cuore. Inoltre non dimentichiamo il tema della meritata “vergogna” per chi inizia e non finisce di costruire. Da noi, in Italia, troviamo più frequentemente case abbandonate, nei Paesi poveri ci sono case progettate per essere di grandi dimensioni, ma poi sono state ridotte per motivi economici. Gesù di Nazaret ci esorta a fare qualcosa, con intelligenza, con amore e perseveranza.

Nel secondo caso Gesù fa l’esempio di un re che parte in guerra con 10mila uomini contro un altro re che ne ha 20mila, perciò prima esamina se può farcela. Certo che la guerra, sia guerra lampo o guerra impantanata, è sempre guerra: distruzione e morte. Nella guerra attuale si parla già di 10/15 mila soldati che hanno perso la vita. Sederci, calcolare, riflettere: di tutto questo abbiamo molto bisogno. Pensiamo alla nostra vita spirituale: quanta poca preghiera, pochi ritiri, incontri e letture formative. E poco silenzio. Come applicare questo Vangelo alla nostra comunità cristiana? Quanti calcoli e riflessioni per gli scienziati, i politici, gli organizzatori di qualsiasi attività…

Sederci, ma per agire con più saggezza e Spirito Santo. A volte non si può aspettare tanto. Adesso, per esempio, si devono prendere delle decisioni sulla crisi energetica.

Non si può rimandare, perché la crisi ci tocca da vicino e mette a rischio 120 mila imprese italiane.

Fonte:https://www.corrierecesenate.it/


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