Derno Giorgetti “NEL BIMBO CHE NASCE LA LUCE SPECIALE DEL RISORTO”

Natale del Signore – Messa della Notte (25/12/2022) Vangelo: Lc 2,1-14 

«Oh Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo» (Is 9,1-6).

Una luce rifulse sulle tribù di Zabulon e Neftali, annesse all’impero assiro. Due volte si parla di luce nel versetto 1 e nel 2 le parole gioia e letizia, il verbo gioire e una volta esultare. Nel versetto 3 si parla degli strumenti dell’oppressione straniera, vedi i Madianiti: giogo, sbarra e bastone. E poi ricordi di guerra: il frastuono dei soldati, le vesti intrise di sangue, tutto viene bruciato, le case sventrate.

«Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio». Il Signore Dio regala al suo popolo oppresso un bimbo, un sovrano che gli darà libertà e pace senza fine, il bene messianico per eccellenza. “Diritto” e “Giustizia” sono il fondamento del trono di Dio e di ogni re da lui benedetto. L’amore geloso del Signore è capace di fare tutto questo. Salmo 96: «Oggi è nato per noi il Salvatore». Tt 2,11-14: «È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci educa a rinnegare l’empietà e le cupidigie proprie del mondo perverso, e affinché viviamo in modo saggio, giusto e pio in questo secolo, aspettando la beata speranza e la manifestazione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo…».

La vita della Chiesa e la nostra è tutta racchiusa fra queste due epifanie. (Lc 2,1-14) Contesto geografico: la città di Davide, Betlemme. Contesto storico: Luca ci offre una visione teologica dei fatti. Tutti gli avvenimenti di quegli anni sono posti a servizio del piano di Dio. Per l’evangelista, il vero “Salvatore” non è più l’imperatore di Roma, ma un bambino avvolto in fasce. Un angelo si presenta ai pastori, da Cesare Augusto si passa ai pastori: un bel salto.

Dall’impero romano il mondo di Dio penetra in un piccolo mondo. Anche l’eletto di Dio, Davide, fu pastore di Betlemme. «Vi annuncio una grande gioia… oggi è nato per voi un Salvatore, che è Messia Signore». In questo bambino brilla una luce speciale, quella del Risorto. La mangiatoia ci ricorda Is 1,3: «Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende». Quel bambino è un segno; l’intervento divino lo interpreta: il Bimbo viene avvolto dalla gloria di Dio insieme a una moltitudine di angeli. «Sulla terra pace agli uomini della benevolenza».

Nella festa della Diocesi di Carùpano, il vescovo, prendendo in braccio un neonato, ha detto: «In una famiglia, tutti si preoccupano del più piccolo, del più vulnerabile».

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