Alessandro Cortesi O.P. Commento al SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Domenica 7 Giugno (SOLENNITA’ – Bianco)
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)
Dt 8,2-3.14-16   Sal 147   1Cor 10,16-17   Gv 6,51-58

di Alessandro Cortesi O.P.🏠home

In una cena con i suoi, nelle vicinanze della festa di pasqua Gesù compì un gesto che la comunità dei suoi amici riprese nel tempo ‘in memoria di lui’. Eucaristia è stato il nome dato a quel gesto. Eucaristia, ‘ringraziamento bello’: dire grazie con gioia ed ogni volta che la comunità dei discepoli e discepole si riunisce. Eucaristia è pane spezzato, condiviso, lasciato come segno e sintesi di tutta una vita: ‘fate questo in memoria di me’. Nel gesto dell’ultima cena Gesù indica che anche di fronte al rifiuto non è fuggito, non ha mutato direzione: Ha affrontato la prova nell’affidamento totale all’Abba e nella fiducia del regno. Nell’ultima cena Gesù visse fino in fondo il momento presente facendone occasione di consegna di sè. Mostra la vulnerabilità dell’amore. Quel momento divenne rivelativo di tutta intera la sua esistenza. Amare è vivere il presente come occasione di un dono: “questo è il mio corpo, offerto per voi”.

Eucaristia è il pane del cammino che apre la possibilità di ricordare: ricordare il cammino nel deserto e ricordare che un pane è stato donato, segno della cura e vicinanza di un Dio che libera gli oppressi e ascolta il grido del povero. E’ anche ricordare le parole e i gesti di Gesù, la sua storia, il dono dell’esistenza – sintetizzata nell’elemento del sangue, simbolo della vita – che conduce altri a vivere. Eucaristia è corpo e sangue, l’esistenza nella sua concretezza. Il dono di sé espresso nel segno del pane spezzato è indicazione del desiderio di Gesù di stare con i suoi e di continuare il rapporto vissuto con loro. ‘Questo è il mio corpo dato per voi’: Gesù si consegna per… e indica un amore particolare, diverso dal possesso e dalla strumentalizzazione. Nel consegnarsi vive la vulnerabilità di chi si affida e si lascia prendere e accogliere.

Il gesto dello spezzare il pane fu esperienza degli amici di Gesù non come rito separato dalla vita, ma vissuto al ‘piano superiore’, nella quotidianità della casa, nell’avvicinarsi della festa che faceva rivivere la memoria di una storia, la Pasqua come memoria di liberazione, di passaggio a divenire popolo. E quel gesto fu anche esperienza di incontro con lui nell’aprirsi al suo ‘farsi vedere’, vivente, dopo la Pasqua. Due elementi segnano ogni ritrovarsi dell’assemblea che insieme celebra, fa memoria e celebra l’Eucaristia: il segno della passione di Gesù, la memoria di tutta la sua vita spesa per gli altri fino alla morte di croce e la gioia dell’incontro con il Risorto, l’incontro proprio nel ripetere quel gesto dello spezzare il pane. Gesù stesso invita a cena, in cui sperimentare il legame con lui.

Nel gesto di Gesù il pane è spezzato e distribuito perché tutti possano averne parte: il pane è condiviso. E’ l’indicazione di un modo di amare nella concretezza. L’amore che in vari modi si chiude, soffoca le persone ed impedisce di crescere, se si espande scopre una fecondità sorprendente: anziché diminuire si moltiplica. Nel gesto dell’eucaristia c’è anche un altro significato: separare l’amore verso Dio dal servizio per gli altri è perdere di vista il senso della vita. Il gesto di Gesù apre ad una liberazione: il nostro amore è fatto per liberare altri.

La lettera ai Corinzi, il più antico testo che riporta le parole di Gesù nell’ultima, conclude con l’invito: “aspettatevi gli uni gli altri” (1Cor 11,33). Il corpo di Gesù è da riconoscere nella sua vita donata e da accogliere nella fraternità e sororità condivisa. Mangiare il pane e bere il vino è ‘annunciare la morte del Signore finché egli venga’, è scoprire la relazione tra Gesù e seguirlo. Per vivere in modo autentico l’eucaristia Paolo richiama all’esperienza concreta dell’accoglienza e del sapersi attendere gli uni gli altri. Imparare ad amare imparando dal gesto di Gesù è un cammino che dura tutta la vita: esige di lasciarsi toccare dalla vita degli altri come Gesù che non è rimasto indifferente e distaccato. E’ anche un cammino che conduce ad uscire per condividere nel farsi pane spezzato e condiviso.


Reazioni nel fediverso

Lascia un commento