Domenica 26 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
1Re 3,5.7-12 Sal 118 Rm 8,28-30 Mt 13,44-52
di padre Ezio Lorenzo Bono🏠home
Qui a New York colpisce una realtà che in Europa si vede molto meno: gli enormi edifici dedicati ai self-storage, i box in affitto dove le persone conservano mobili, ricordi e oggetti di ogni genere. Proprio da questa realtà è nato uno dei programmi televisivi più popolari degli Stati Uniti: “Storage Wars”. In Italia è conosciuto come “Affari al buio”, mentre in Brasile si intitola “Quem Dà Mais?”. Il meccanismo è questo: quando una persona smette di pagare l’affitto del proprio deposito, la saracinesca si alza e tutto ciò che contiene viene messo all’asta. Gli acquirenti possono sbirciare all’interno solo per pochi secondi, restando dietro una linea gialla, senza poter entrare né toccare nulla. Poi devono decidere, in un istante, se rischiare i propri soldi e comprare quel deposito, sperando che tra vecchi mobili, scatoloni impolverati e oggetti apparentemente inutili si nasconda un tesoro.
La maggior parte delle volte trovano soltanto cianfrusaglie. Ma ogni tanto succede davvero: sotto un vecchio telo polveroso compare un quadro di valore, una collezione rarissima o un oggetto dimenticato che vale una fortuna. È proprio questa possibilità che continua ad alimentare la sfida.
II.
Eppure questo programma racconta una storia antica quanto il Vangelo. Al tempo di Gesù era abbastanza comune che le persone benestanti, costrette a fuggire a causa di una guerra o di altre circostanze, nascondessero le proprie ricchezze sottoterra, nei campi, sperando di tornare un giorno a recuperarle. È proprio questa l’immagine che Gesù utilizza nel Vangelo di questa domenica. Un uomo trova, quasi per caso, un tesoro nascosto in un campo. Fino a quel momento la sua vita scorreva nella normalità e nella fatica di ogni giorno. Ma quella scoperta cambia tutto.
C’è però una differenza decisiva rispetto a Storage Wars. Nelle “guerre dei depositi” si compra con l’ansia del guadagno e con la paura di perdere dei soldi. L’uomo del Vangelo, invece, torna a casa «pieno di gioia». Ed è proprio quella gioia che lo spinge a vendere tutto ciò che possiede e a comprare quel campo. Non vende tutto perché è impazzito, ma perché finalmente ha capito che cosa vale davvero. Ha trovato qualcosa per cui vale la pena rischiare tutto, cambiare vita e ricominciare.
La fede cristiana nasce proprio così: non da un elenco di regole da osservare, ma dalla scoperta di un tesoro. E quando si scopre un tesoro, non si può più vivere come prima. Si lasciano andare tante cose vecchie, perché si è finalmente trovato ciò che riempie davvero la vita.
III.
In conclusione.
Forse il Vangelo di questa domenica, da New York all’Italia, fino al Brasile, ci invita a chiederci: qual è il tesoro della mia vita? Che cosa mi mette davvero in movimento ogni mattina? Che cosa mi fa alzare dal letto con entusiasmo? Per che cosa sono disposto ad affrontare sacrifici pur di non perderlo? Gesù oggi non ci parla anzitutto di un tesoro nascosto fuori di noi, ma di un tesoro nascosto dentro di noi. È lì che Dio ci aspetta. È lì che ha nascosto i doni che ci ha affidato. È lì che ha custodito la versione migliore e più autentica della persona che siamo chiamati a diventare. Sarebbe la tragedia più grande dell’esistenza passare tutta la vita a cercare tesori dappertutto – nel successo, nel denaro, nell’approvazione degli altri – e non accorgersi mai del tesoro che Dio ha sigillato nel nostro cuore. Non c’è nulla di più triste di un tesoro immenso che rimane per sempre al buio, chiuso dietro una saracinesca che nessuno ha mai avuto il coraggio di alzare. Sarebbe come uno strumento musicale che non è mai stato suonato o un libro che non è mai stato letto.
Nei Storage Wars, quando la saracinesca si alza, nessuno sa che cosa troverà dietro quella porta. Gesù oggi ci dice che, dietro la porta del nostro cuore, un tesoro c’è davvero. Allora: non vivere tutta la vita senza avere il coraggio di alzare quella saracinesca. Perché quando scoprirai quel tesoro diventerai veramente ricco: non perché si riempiranno le tue tasche, ma perché finalmente avrai trovato il motivo per cui vivere.




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