fra Damiano Angelucci”Una perla di grande valore”

Domenica 26 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
1Re 3,5.7-12   Sal 118   Rm 8,28-30   Mt 13,44-52

di fra Damiano Angelucci🏠home

Anche la nostra affettività ha risorse limitate: non può amare tutto, non può avere molteplici oggetti su cui spendersi. L’uomo che trova un tesoro nel campo, non può comprare quel campo senza dover prima rinunciare a ciò che già aveva. Il commerciante di perle non ha una ricchezza illimitata, tale per cui possa comprare una quantità smisurata di perle preziose.

Siamo fatti così anche noi: il nostro cuore ha bisogno di fare delle scelte. La nostra umanità è chiamata per sua natura a fare delle scelte, a discernere ciò che è buono rispetto a ciò che buono non è; e dopo questo a preferire, tra tante cose buone, ciò che è meglio per lei.

Se nelle parabole delle scorse domeniche, Gesù aveva sottolineato l’aspetto dell’accoglienza, dicendoci che occorre essere un terreno fertile, capace di far scendere in profondità il seme della Parola, e aggiungendo anche che occorre avere pazienza di sopportare qualche erbaccia seminata intorno a noi, avendo fiducia che il bene comunque prevarrà, nelle immagini di oggi Egli ci invita all’atteggiamento complementare della sollecitudine, della intraprendenza. L’uomo e il commerciante non stanno fermi, vanno, si mettono in movimento, trafficano i loro beni, perché hanno capito di aver trovato il Tutto, ciò che veramente vale, e ad esso aderiscono con gioia.

Nel regno dei Cieli un cristiano trova la persona stessa di Cristo Signore, trova il suo “tutto”, perché da questa relazione, e a partire da questa relazione può vivere nel giusto modo ogni altro aspetto della vita. Nel suo amore, nel suo sguardo, ogni cosa creata diventa via per contemplare il Creatore, ogni persona diventa un fratello che ci riporta all’amore di un Padre comune. 

La tristezza di ritrovarsi orfani alla fine della vita, senza aver gustato la bellezza e la bontà di una relazione filiale con Dio padre è solo vagamente paragonabile ad un pianto e al digrignarsi di un volto contorto dal rammarico.


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