Elizabeth Strout”Gesù ,Jack e il miracolo della generosità”

Three men writing notes together at a prison table with 'For Our Friend, Stay Strong' card

Domenica 2 Agosto (DOMENICA – Verde)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 55,1-3   Sal 144   Rm 8,35.37-39   Mt 14,13-21

di Elizabeth Strout

Questa parte del Vangelo mi parla di generosità. Del miracolo della generosità. Gesù, che è in lutto per Giovanni Battista, cerca di ritirarsi in un luogo tranquillo. Ma le folle lo cercano — hanno bisogno di lui — e lui guarisce i malati e poi dà loro anche da mangiare.

Curiosamente, questo mi ricorda il mio amico Jack, un poeta, la cui moglie era morta improvvisamente tre settimane prima che lui tenesse un corso in un carcere. Era distrutto dal dolore, ma andò comunque. C’erano una ventina di uomini. Mi disse che non sapeva per quale motivo fossero in carcere né quanto tempo dovessero restarci. All’inizio si mostrarono rispettosi, poi divennero cordiali e, alla fine, alcuni si offrirono di recitare a Jack una poesia che avevano scritto. La sua reazione incoraggiò anche gli altri a recitare le proprie poesie e, alla fine, ogni persona nella stanza aveva una poesia da condividere con lui. Quando infine si voltò per andarsene, gli vennero le lacrime agli occhi. Allora si voltò di nuovo e si scusò per quelle lacrime, spiegando a quegli uomini che sua moglie era morta da poco. Rimasero sbigottiti e, mi raccontò, dissero esattamente la cosa giusta. Per esempio: «Oh, amico, che brutta cosa». Oppure: «Oh, no, è terribile», scuotendo la testa con sincera partecipazione. Jack mi disse che le loro risposte erano state migliori di qualsiasi risposta avesse ricevuto nel “mondo esterno”. Quegli uomini gli offrirono conforto attraverso la loro sincerità.

Che cosa c’entra tutto questo con i pani e i pesci? C’entra perché ogni uomo in quel carcere, grazie alla gentilezza di Jack, gli offrì la propria poesia e poi anche la propria vicinanza. Sebbene Gesù non abbia condiviso il suo dolore con le folle, perché era Gesù e non Jack, c’è comunque qualcosa da imparare qui.

Sono cresciuta nella tradizione congregazionalista e la nostra insegnante della scuola domenicale ci spiegò che esisteva una teoria secondo la quale i pani e i pesci divennero più abbondanti di quanto si pensasse all’inizio perché, dopo aver visto Gesù pregare rivolto al cielo, la gente aveva tirato fuori i pani che forse aveva nascosto. Mi fu insegnato questo perché la Chiesa in cui sono cresciuta non credeva nei “miracoli”.

Ma io dico: che cosa c’è di più miracoloso del dono della generosità? Che cosa c’è di più miracoloso del dono dell’amore? Essere capaci di donare, e anche di ricevere: questi sono i miracoli che Dio ci ha donato. 


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