padre Paul Devreux Coommento XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Jesus holding baskets of bread and fish surrounded by a large crowd of people outdoors near a lake at sunset

Domenica 2 Agosto (DOMENICA – Verde)
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 55,1-3   Sal 144   Rm 8,35.37-39   Mt 14,13-21

di padre Paul Devreux🏠home

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Il Vangelo è una buona notizia che ci rivela l’amore di Dio per l’uomo. Punto centrale di esso è la passione e morte di Gesù, tramite la quale il Signore vuole dirci che ci ama così tanto da accettare anche il nostro rifiuto. Nell’ultima cena spiega questo concetto con l’istituzione dell’eucaristia. Ci dice che lui si è fatto pane per nutrire la nostra vita e invita i discepoli a nutrirsi di lui. Inoltre l’invita a fare la stessa cosa in memoria di lui. Cioè di farci pane anche noi per gli altri.

Altro modo con il quale ci spiega questo concetto è la lavanda dei piedi, sempre nell’ultima cena. Anche qui rivela un Dio disposto a fare lo schiavo e a servirci. Se desidero la comunione con lui, la via è fare altrettanto.

Perché vi dico queste cose? Perché oggi abbiamo un terzo esempio con il quale Gesù ci spiega questo concetto, guardando ai bisogni concreti della gente. È un racconto molto importante, tant’è vero che nel vangelo viene riproposto ben sei volte. Comunemente viene chiamato la moltiplicazione dei pani, ma in essi non si parla né di moltiplicazione né di miracoli. Si parla di riconsegnare al Signore tutto ciò che da lui abbiamo ricevuto affinché lui possa benedirlo e riconsegnarlo a noi come dono da distribuire a tutti. In altre parole, vedendo i bisogni della gente, mentre i discepoli propongono che ognuno si arrangi, seguendo le leggi del libero mercato, Gesù lancia l’idea della condivisione dei beni affinché non manchi nulla a nessuno. Riuscire a fare questo significa costruire una società dove non ci siano più né ricchi, né poveri, ma solo fratelli. Tanti ci hanno provato con dei progetti politici molto belli, ma sono tutti sistematicamente falliti, perché l’uomo è quello che è.

Qual è la via per riuscirci, perlomeno nel nostro piccolo? Vivere l’Eucarestia, cioè puntare alla comunione con Gesù e con Gesù farci pane. Far sì che la mia vita diventi un dono per gli altri. Gesù ci dice: “Fate questo in memoria di me!”. Niente di complicato, ma impossibile da realizzare senza la fede e la fiducia in Dio. Solo questo può consentirmi di essere carità come Dio è carità.

Questo modello può sembrare utopico o vivibile solo nei conventi, ma in realtà è vitale per riuscire in qualsiasi matrimonio ed è anche un modello economico vincente. La solidarietà ha sempre fatto miracoli.
Sia lodato Gesù Cristo.


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