Domenica 25 Ottobre (DOMENICA – Verde)
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Es 22,20-26 Sal 17 1Ts 1,5-10 Mt 22,34-40
di padre Ezio Lorenzo Bono🏠home
Qualche anno fa è uscita una bella canzone di Justin Bieber scritta insieme a nientemeno che a Ed Sheran dal titolo “Love yourself”. In questa canzone che parla di amore e autostima, Justin con parole taglienti si rivolge a una sua ex che si è egoisticamente approfittata di lui e della sua celebrità per soddisfare i propri interessi. Prendendo atto con un certo rammarico che la relazione è finita le dice di andarsene ad amare sé stessa, “perché se ti piace il modo in cui ti mostri così, oh baby dovresti andare ad amare te stessa”. Oltre al disprezzo che traspare da queste parole, per il fatto di essere stato usato, si può intravvedere secondo me anche una preoccupazione per questa ragazza alla quale lui vuole consigliare di incominciare ad amare davvero sé stessa. Parole intense che rivelano una verità importante sull’amore: e cioè per imparare ad amare gli altri bisogna prima imparare ad amare sé stessi. La relazione di questa ragazza non era mossa dall’amore per lui, ma neppure dall’amore per sé stessa, ma era mossa dall’egoismo. Una persona che butta via un amore importante solo per egoismo, logicamente non ha amore per sé stessa.
II.
Anche Gesù ci dice nel Vangelo di oggi “Love yourself”, quando parla del grande comandamento dell’amore: “Amerai il tuo prossimo come ami te stesso”. Certamente Gesù non parla dell’amore egoistico o narcisistico che mette al centro sé stessi calpestando gli altri, ma della cura di sé stessi e del proprio bene come presupposto del prendersi cura dell’altro e del suo bene. Un rapporto conflittuale o malsano con sé stessi si traduce in un rapporto conflittuale e malsano con l’altro.
Manipolare l’altro e soggiogarlo ai propri interessi non solo è un segnale che non si ama l’altro, ma che non si ama neppure se stessi.
Ma come si può amare davvero sé stessi? Ce lo dice ancora Gesù oggi quando parla del primo e più grande comandamento: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. L’autentico amore per sé stessi e per gli altri è conseguenza dell’amore per Dio. L’amore per Dio “è il grande e primo comandamento”. L’amore per sé stessi e per gli altri, pur essendo simile al primo, è però il secondo comandamento, non il primo.
In un edificio, è il primo piano che sostiene il secondo piano e non viceversa. Se togliamo di mezzo il primo piano (l’amore per Dio), il secondo piano (l’amore per se stessi e per gli altri) si infrange su se stesso, non può stare su.
Se l’amore per sé stessi oltrepassa l’egoismo quando si apre all’amore per l’altro, così anche l’amore per l’altro oltrepassa l’egoismo (perché ci può essere egoismo di coppia, di famiglia, di comunità o di nazione, o di specie) quando si apre a Dio.
L’amore per Dio deve coinvolgere tutto noi stessi: Amerai il Signore tuo Dio CON TUTTO IL CUORE: e cioè con tutto l’amore di cui siamo capaci. L’amore per Dio non è uno dei tanti amori della nostra vita, ma è il più grande amore, un amore totale, esclusivo. CON TUTTA LA MENTE: con la nostra intelligenza. Non si tratta solo di sentimenti e di emozioni. Amare Dio è la cosa più seria e importante della vita. Amare con tutta la mente è dare ragione della nostra fede. Una fede senza ragione sarebbe solo superstizione, magia. CON TUTTA L’ANIMA: e cioè con la nostra essenza più profonda, il nostro essere, il nostro spirito che è unione del cuore e della mente. Non si può amare Dio solo col cuore (sentimentalismo) né solo con la mente (razionalismo) ma con tutte e due fusi in un’unione più alta, e cioè l’anima, il nostro io più vero e profondo.
III.
Per concludere.
Justin Bieber oggi ha 32 anni ed è uno degli artisti di maggior successo della sua generazione: circa 150 milioni di dischi venduti, miliardi di ascolti sulle piattaforme digitali, due Grammy Awards e, dopo alcuni anni lontano dalle scene, un ritorno musicale che nel 2026 gli è valso altre quattro nomination ai Grammy.
Ma dietro questo enorme successo c’è stata anche una storia tormentata. Dopo anni di eccessi, problemi con la giustizia e momenti molto difficili della sua vita, Bieber ha intrapreso un profondo cammino personale e spirituale. Si è sposato, è diventato padre e ha parlato molte volte pubblicamente della sua fede cristiana e di come l’incontro con Gesù abbia cambiato la sua vita.
Dopo aver toccato il fondo ha capito che per risalire dall’abisso doveva re-imparare ad amare: amare Dio, per ri-amare se stesso – “love yourself” – e amare gli altri.
Ha scritto: “Gesù ha cambiato la mia vita”. E in un’altra occasione ha spiegato: “Non sto cercando di guadagnare l’amore di Dio facendo cose buone. Dio mi ha già amato per quello che sono prima che io facessi qualsiasi cosa per guadagnarmi o meritarmi il suo amore. Sono un seguace di Gesù e voglio solo essere guidato da lui”.
Anche noi lasciamoci guidare dallo Spirito Santo che oggi ci insegna, attraverso Gesù, la più grande verità sull’amore: si ama davvero solo quando si ama con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima.
E tutto il resto? Chiamatelo come volete. Ma non chiamatelo amore.

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