Jesus teaching a large crowd on a grassy hillside beside a lake

Don Paolo Zamengo”Beate colline”

Domenica 1 Novembre (SOLENNITA’ – Bianco)
TUTTI I SANTI
Ap 7,2-4.9-14   Sal 23   1Gv 3,1-3   Mt 5,1-12

di Don Paolo Zamengo

Sulla collina Gesù festeggia i santi e i beati all’aria aperta. Grandi folle cominciarono a seguirlo e vedendo la folla Gesù salì sul monte e diede inizio alla sua predicazione. Quella folla lo ascoltava e lo vedeva. Poi il suo pulpito sarà anche il lago. E bussava l’aria del monte e bussavano le sue parole. Erano parole che non esaltavano i privilegi e tanto meno donne o uomini dei miracoli. Parlava a gente semplice e umile, parlava alla loro vita. Delle situazioni del quotidiano, dove puoi imbatterti in giornate in cui ti chiedi come arrivare a sera, come reagire a durezze, come trovare la forza del perdono, come ricostruire la pace, come resistere ai violenti, come mantenerti integro, come lottare per la giustizia. Era la loro realtà E si stupivano, ma si incantavano anche, a quella parola ripetuta come un’eco che rimbalzava nell’aria: “Beati”. La parola era per loro, per dire, che la loro vita, se pur vita di poveri era preziosa, aveva valore, era sacra: “beati, beati, beati…”. E oggi allarghiamo la festa a tutti i santi, anche dei santi dimenticati. Per loro il premio. Un giorno Gesù dirà: “Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”. Oggi è la festa del bicchiere di acqua fresca, dei piccoli secondo gli uomini, della vita nascosta, umile, della santità del quotidiano. Non lasciare, o Signore, che rimaniamo sonnambuli ripetitori. Non lasciarci attraversare il tempo senza farci capire che il tempo è un tempio. Non lasciarci privi della capacità di riconoscere ogni giorno come lo spazio sacro in cui è custodita la tua Parola, l’arca della tua alleanza, la dimora della tua gloria in mezzo agli uomini. Allora riempici gli occhi di vastità e di desiderio e il cuore di una disponibilità ad amare simile alla tua. Anche se a noi sembra di ritornare, ogni giorno sempre da capo, allo stesso punto. Ma tu insegnaci cammini nuovi. Forse sarete sorpresi, o forse no, se oggi il mio breve commento nella festa dei santi si apre a quello della commemorazione dei defunti che come sempre cade il giorno dopo, il 2 novembre. Vorrei cambiare il nome di questo giorno: non il giorno dei defunti ma il giorno dei viventi, perché in forza della risurrezione di Cristo “noi passiamo dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli” (1 Gv 3,14). Noi non festeggiamo i morti ma i viventi. Quando il mio parroco, io ero ragazzino e facevo il chierichetto, vedeva arrivare anche dei contadini che la domenica, per una o l’altra ragione, non mettevano piede in chiesa e lui a dire loro: “Questa è la vostra festa, è la festa degli uomini buoni”. Quando poi ne intravedeva alcuni appisolarsi per la fatica dei campi e sonnecchiare appoggiati alle colonne, preso da tenerezza di pastore, diceva: “Lascateli riposare, questa è casa loro”. Era il caldo del ceppo di legno nel camino di Dio.