Jesus teaches a crowd beside a lake; text reads: “Beati”: per ben otto volte questa parola risuona dalle labbra di Gesù per quelle folle che si erano radunate sul monte ad ascoltarlo. “Beati”: per ben otto volte questa parola risuona dalle labbra di Gesù per quelle folle che si erano radunate sul monte ad ascoltarlo. “Beati voi… Rallegratevi ed esultate”.

Sr. Anna Serena Lectio Tutti i Santi – Solennità

Domenica 1 Novembre (SOLENNITA’ – Bianco)
TUTTI I SANTI
Ap 7,2-4.9-14   Sal 23   1Gv 3,1-3   Mt 5,1-12

di Sr. Anna Serena  – Monastero di Bra (CN)🏠home

“Beati”: per ben otto volte questa parola risuona dalle labbra di Gesù per quelle folle che si erano radunate sul monte ad ascoltarlo. “Beati voi… Rallegratevi ed esultate”.

Sì beati voi, ma non quando il mondo vi applaude e nutre i vostri sogni di autosufficienza e vanagloria; non quando potete contare sulle vostre ricchezze, sulla vostra forza e sicurezza. Gesù capovolge radicalmente i valori: è beato chi non ha, non può e non conta! La beatitudine di Gesù passa per la via stretta del non accumulare beni illudendosi che rendano felice il cuore, del non rivendicare diritti e pretese per poter essere costruttori di pace, miti e misericordiosi, anche a costo di subire ingiustizia e persecuzione.

E’ sì una via stretta quella che addita Gesù, ma al tempo stesso lascia intravvedere già fin d’ora orizzonti di beatitudine che solo il Padre che è nei cieli può dischiudere.

I santi di cui oggi celebriamo un’unica festa e ai quali siamo legati con una comunione indissolubile hanno percorso questa strada. “Non tutti hanno cominciato bene, ma tutti hanno finito bene” diceva S. Giovanni Maria Vianney.

In questo ottavo centenario del transito di san Francesco scorrendo la vita e gli scritti del Poverello di Assisi si vedono via via affiorare in filigrana tutte le beatitudini del Vangelo. Francesco è il povero di Jahvè innamorato di madonna Povertà; è l’afflitto che piange la Passione del Signore; è il mite e l’operatore di pace capace di riconciliare perché nell’intimo pienamente riconciliato; è il misericordioso che fa esperienza dell’amaro trasformato in dolcezza; è il puro di cuore e l’affamato di giustizia perché i suoi occhi non cessano di cercare e vedere l’Onnipotente bon Signore in ogni creatura. Infine è il perseguitato a causa della giustizia che legge il tempo della prova e dell’oppressione come occasione per vivere la “perfetta letizia”.

“Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”: così ci invita Francesco.

Tu ed io abbiamo questa chiamata: “crescere verso quel progetto unico e irripetibile che Dio ha voluto per ciascuno da tutta l’eternità: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Ger 1,5)” (GE 13).

Beati “quelli cui è concesso di camminare per questa via e di perseverarvi fino alla fine!” (TestsCh).