#PANEQUOTIDIANO, «VENITE A ME, VOI TUTTI CHE SIETE AFFATICATI»

La Liturgia di Giovedi 16 Luglio 2020   VANGELO (Mt 11,28-30) Commento:Hno. Lluís SERRA i Llançana (Roma, Italia)


In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore

«Venite a me, voi tutti che siete affaticati»Hno. Lluís SERRA i Llançana (Roma, Italia)

Oggi, le parole di Gesù risuonano intime e vicine. Siamo coscienti che l’uomo e la donna contemporanei soffrono una enorme pressione psicologica. Il mondo gira e continua a girare in modo tale che non abbiamo tempo ne pace interiore sufficienti che ci permettano di assimilare questi cambi. Frequentemente ci siamo allontanati dalla semplicità evangelica oppressi da norme, impegni, pianificazioni ed obiettivi. Ci sentiamo oppressi e stanchi di lottare senza vederne convincenti risultati. Le ultime indagini affermano che le depressioni vanno in aumento. Che cosa ci manca per sentirci bene?
Oggi, alla luce del Vangelo, possiamo rivedere qual’è la nostra concezione rispetto a Dio. Come vivo e sento Iddio nel mio intimo? Quali sentimenti fanno sorgere in me la Sua presenza nella mia vita? Gesù ci offre la Sua comprensione quando ci sentiamo stanchi ed abbiamo voglia di riposare: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). Forse abbiamo lottato per essere perfetti nel fondo l’unica cosa che vogliamo è sentirci amati. Nelle Sue parole troviamo la risposta alla nostra crisi. Il nostro “egocentrismo” ci fa brutti scherzi e non ci permette di essere così buoni come vorremmo. In certi periodi chissà non vediamo la luce. Santa Giuliana di Norwich, una mistica inglese del secolo XIV, capì il messaggio di Gesù e scrisse: «Tutto andrà bene, tutte le cose andranno bene».
La proposta di Gesù -«Imparate da me» (Mt 11,29)- implica seguire il suo stile di benevolenza (volere il bene per tutti) e di umiltà di cuore (virtù che ci invita a saper tenere i piedi in terra ed a capire che solo la grazia divina ci può far prendere il volo. Essere discepolo esige l’accettare il giogo di Gesù, ricordando che il Suo giogo è «dolce» e il suo peso è «leggero». Tuttavia non so se siamo veramente convinti che questo sia così. Vivere da persona cristiana, nel nostro contesto, non risulta facile, giacché optiamo per valori contrari. Il non lasciarsi abbagliare dal danaro, dal prestigio o dal potere esige un grande sforzo. Se vogliamo fare da soli questa prodezza, risulterà un’impresa impossibile. Con Gesù, invece, tutto sarà possibile e dolce.

Paolo Curtaz 

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Gesù stesso, come uno splendido tour operator, ci invita a seguirlo nei meandri dell’anima per sentire quanto siamo amati, per fare il punto della situazione, per essere più veri e più liberi. Allora, amico che starai in casa tutta l’estate, vedrai spiagge assolate e mari all’alba anche nella tua stanza, perché è nel nostro cuore la pace, non fuori da esso.