XIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (09/08/2020)

Vangelo: Mt 14,22-33

Alcuni passi della Bibbia, tanto dell’Antico Testamento che del Nuovo, presentano Dio in atteggiamento (quasi) servile – passatemi l’espressione poco rispettosa della religione – nei confronti degli uomini; costoro ordinano: “Vieni qui!”, e Lui viene; “Fa’ questo!”, e Lui lo fa… almeno così sembra.

La prima Lettura, tratta dal primo Libro dei Re racconta l’epilogo della vicenda di Elia, il più grande profeta dell’antichità, al quale Dio concesse il privilegio di contemplare la Sua gloria, prima di essere rapito in cielo sopra un carro di fuoco.

Gli Israeliti credevano che Elia non fosse morto e che alla fine dei tempi sarebbe ritornato sulla terra, così come era salito in cielo. Per questo motivo, allorché Gesù chiese ai Dodici: “La gente chi pensa che sia il figlio dell’uomo?”, risposero: “Elia redivivo”.

Per la cronaca, prima che di Gesù, la gente lo aveva pensato anche di Giovanni Battista.

Ma prima di contemplare Dio – di spalle però! – Elia aveva letteralmente scannato – il racconto dice proprio così! – 450 sacerdoti di Baal. Nessun peccato, tranquilli! Quei sacerdoti erano brutti e cattivi, perché adoravano un Dio diverso da quello di Elia… dunque se lo meritavano!

Curiosa la morale dell’AT, non trovate? Meglio evitare di invischiarci in questo ginepraio della Legge di Mosè e delle usanze a.C., non se ne viene a capo: personaggi molto importanti dell’AT – Mosè, Elia, lo stesso re Davide,… – si erano macchiati del sangue dei nemici e non solo, rendendosi colpevoli di omicidio…
Ma per loro Dio aveva chiuso un occhio, anzi, tutti e due!

Comunque ecco il nostro eroe (Elia), bravo, buono e santo, anche se un filino violento, testimone privilegiato del passaggio di Dio: per precauzione, l’Onnipotente gli ordinò di rifugiarsi in una caverna, ed uscirne solo quando Lui fosse passato. L’incognita era quella di riconoscere i segni del passaggio: la logica umana non funziona! e neppure l’immaginazione! Chi avrebbe potuto immaginare che il segno premonitore dell’arrivo dell’Onnipotente sarebbe stato il sussurro di una brezza leggera?

Dio ci sorprende sempre. Gli sconvolgimenti atmosferici, i cataclismi naturali non hanno nulla a che spartire con la potenza di Dio. Questo rispondeva ad una visione religiosa ancestrale dell’uomo primitivo: costui era convinto che tra Dio e i grandi fenomeni naturali ci fosse un legame di causa-effetto; addirittura, secondo questa fede primitiva, Dio si manifestava proprio attraverso questi fenomeni naturali: un vulcano in eruzione era Dio che parlava; il mare in tempesta era il segno dell’ira di Dio, così il terremoto, l’uragano. Ma anche la peste!… Ancora oggi questa convinzione è presente in molti fedeli; anche alcuni sacerdoti la pensano così e lo predicano in Chiesa, in TV e alla radio: negli anni ’80, l’AIDS venne definito un castigo del Cielo contro gli abusi sessuali, in particolare contro il peccato di omosessualità; il coronavirus – cito testualmente le parole di un famoso predicatore radiofonico – sarebbe un avvertimento del Cielo, un invito, e più che un invito alla conversione dei costumi… A tutti costoro vorrei chiedere che valore ha la croce di Cristo per tutti questi fratelli, salvati dal Figlio, ma poi puniti dal Padre

Per dirimere la questione, da quale parte si schiererà lo Spirito Santo?… Ironia a parte, dalla soluzione di questo dilemma, dipendono talune espressioni che distinguono la nostra fede da tutte le altre: Dio è Amore (1Gv cap.4); Dio è più grande del nostro cuore (1Gv cap.3); mentre ancora eravamo peccatori, Cristo è morto per gli empi (Rom cap.5);…

Tornando un ultima volta a Elia e al sussurro di quella brezza leggera; dal racconto emerge a sorpresa l’immagine della persona di Dio: educata, delicata, persino tenera.

Dio non assale nessuno, Dio non violenta nessuno, Dio non si impone, Dio non comanda,…

Dio sussurra con un filo di voce, Dio spira e ispira,…

Vangelo: ho citato poc’anzi il mare in tempesta: Matteo ci racconta il miracolo di Gesù che parla al vento e calma la furia delle onde.

Ha appena sfamato trentamila persone, moltiplicando pani e pesci; ma le sorprese per i suoi discepoli non sono finite: eccolo che cammina sulle acque! Un miracolo, senza dubbio! un miracolo strano, non funzionale a guarire una malattia… Un miracolo fine a se stesso! e forse, proprio perché non invocato dagli uomini, questo prodigio coglie di sorpresa i Dodici, li spaventa, li confonde, li fa urlare di paura…

E subito Pietro pretende una prova: “Signore, se sei tu – evidentemente la fede di Pietro vacilla! – comandami di venire verso di te sulle acque.”: la cosa buffa, è che Gesù obbedisce e lo prende in parola: “Vieni!”. Il seguito della storia lo conoscete: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.

In verità, il Figlio di Dio avrebbe avuto più di un motivo per mazzolare ben bene i Dodici: evidentemente il miracolo dei pani non era servito a niente… Era bastata una tempesta, una di quelle che non di rado si scatenano improvvise sul lago di Tiberiade, per gettare nel panico quei pescatori esperti di mare.

Talvolta anche un bello spavento può tornare utile… per ricordare che l’uomo è proprio poca cosa, di fronte alla furia degli elementi.

Questa è la nostra statura; che per fortuna non costituisce l’unità di misura della nostra dignità agli occhi di Dio. Salmo 8 docet! “Signore, che cos’è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?”.

Ebbene, a quest’uomo fragile, o, come direbbe AlCapone, “solo chiacchiere e distintivo”, Dio risponde da par Suo, ma “con la bocca dei bimbi e dei lattanti…”.

Ci tende la mano e ci porta in salvo… Basta chiedere: “Signore, salvaci!”…con umiltà, senza accampare pretese, senza chiedere prove… Perché Lui, Gesù, è davvero il Figlio di Dio!

Fonte:https://www.qumran2.net/


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