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#PANEQUOTIDIANO, «SE IL TUO FRATELLO COMMETTERÀ UNA COLPA CONTRO DI TE, VA’ E AMMONISCILO FRA TE E LUI SOLO»

La Liturgia di Domenica 12 Agosto 20120  VANGELO (Mt 18,15-20) Commento:Prof. Dr. Mons. Lluís CLAVELL (Roma, Italia)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti
ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo»
Prof. Dr. Mons. Lluís CLAVELL 
(Roma, Italia)


Oggi, il Vangelo ci propone di considerare alcune raccomandazioni di Gesù ai suoi discepoli di allora e di sempre. Anche nella comunità dei primi cristiani c’erano colpe ed atteggiamenti contrari alla volontà di Dio. Il versicolo finale ci offre il contesto per risolvere i problemi che si possono presentare nella Chiesa lungo la storia: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Gesù è presente in tutti i periodi della vita della sua Chiesa, il suo “Corpo mistico” animato dall’azione incessante dello Spirito Santo. Siamo sempre fratelli, sia la comunità grande o piccola.

«Se il tuo fratello commette una colpa, va e ammoniscilo fra te e lui solo, se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18,15). Com’è bella e sincera la relazione di fraternità che Gesù c’insegna! Di fronte ad una mancanza verso di me o verso un altro, devo chiedere al Signore la sua grazia per perdonare, per comprendere ed, infine, per cercare di correggere mio fratello.

Oggi non è così facile come quando la Chiesa era meno numerosa. Ma, se pensiamo le cose dialogando con Dio nostro Padre, Lui ci illuminerà per trovare il tempo, il luogo e le parole adatte per compiere il nostro dovere di aiutare. Importante è purificare il nostro cuore. San Paolo ci incoraggia a correggere il prossimo con retta intenzione: «Qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere anche tu in tentazione» (Gal 6,1).

L’affetto profondo e l’umiltà ci faranno cercare la soavità. «Agite con mano materna, con l’infinita delicatezza delle nostre mamme, mentre ci curavano le ferite grandi o piccole dei nostri giochi e inciampi infantili» (San Giuseppemaria). Così ci corregge la Madre di Gesù e nostra Madre, ispirandoci per amare di più Dio ed i fratelli.

don Marco Pozza

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I passi nella Scrittura sono sempre piccoli. Le rivelazioni sono sempre piccole rivelazioni; anche i sogni sono sempre piccoli sogni. Come i numeri, le presenze, gli amici del Cristo. Pochissimo all’inizio, per poi aumentare a dismisura: al raddoppio, all’infinito, all’inimmaginabile: il centuplo quaggiù e la vita eterna, robe da far girare la testa anche al più incallito dei fratelli di Giuda. L’inverso è sempre pericoloso: promettere in grande e poi firmare il quasi nulla. Lo assicura la storia, c’è scritto negli eventi, lo leggiamo nella carta dei giornali: numeri esorbitanti all’inizio per poi trovarsi con un pugno di sabbia alla fine. Un pugno di parole accartocciate e deluse: «Non potevo accettare questo modo di pensare: cercavo un Dio che mi aiutasse a vivere una vita al riparo dal caos, mentre per lui Dio era portatore di un’inquietudine infinita, e io non lo volevo» (L. Doninelli, Fa’ che questa strada non finisca mai). Cristo lo sa e non s’illude, non illude: meglio la confidenza dei piccoli numeri che l’arroganza delle grandi cifre. Dell’esagerazione. Che è poi sempre la sorella gemella della delusione.


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