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#PANEQUOTIDIANO, «IL FIGLIO DELL’UOMO È SIGNORE DEL SABATO»

La Liturgia di Sabato 5 Settembre 2020  VANGELO (Lc 6,1-5) Commento:Fr. Austin Chukwuemeka IHEKWEME (Ikenanzizi, Nigeria)

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe,
sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore

«Il Figlio dell’uomo è signore del sabato»Fr. Austin Chukwuemeka IHEKWEME (Ikenanzizi, Nigeria)

Oggi, di fronte all’accusa dei farisei, Gesù spiega il senso corretto del riposo sabatico, evocando un esempio dell’Antico Testamento (cf. Dt 23,26): «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, (…), prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?» (Lc 6,3-4).

La condotta di Davide anticipò la dottrina che Cristo insegna in questo brano. Già nell’Antico Testamento, Dio aveva stabilito un ordine nei precetti della Legge, di modo che quelli di minor rango, cedessero d’innanzi a quelli di maggior rango.

Alla vista di ciò , si spiega che un precetto cerimoniale (come quello che stiamo commentando) cedesse di fronte a un precetto di legge naturale. Nello stesso modo, il precetto del sabato non è al di sopra delle necessità elementari di sussistenza.

In questo brano, Cristo ci insegna quale era il senso dell’istituzione divina del sabato: Dio lo aveva istituito per il benessere dell’uomo, perché potesse riposare e potesse dedicarsi in pace e allegria al culto divino. L’interpretazione dei farisei aveva convertito questo giorno in una occasione di afflizione e preoccupazione, dovuto alle innumerevoli prescrizioni e proibizioni.

Il sabato era stato fatto non solo perché l’uomo potesse riposare, ma anche perché potesse dar gloria a Dio: questo è il vero senso dell’espressione: «Il sabato è stato fatto per l’uomo» (Mc 2,27).

Inoltre , dichiarandosi “signore del sabato” (cf. Lc 6,5), manifesta chiaramente che Lui è lo stesso Dio che diede il precetto al popolo di Israele, affermando così la sua divinità e il suo potere universale. Anche Gesù può chiamarsi “signore del sabato”, perché è Dio.

Chiediamo aiuto alla Vergine per poter credere e capire che il sabato appartiene a Dio ed è in un certo modo – adattato alla natura umana – per rendere onore e gloria all’Onnipotente. Come ha scritto San Giovanni Paolo II, «il riposo è cosa “sacra” ed è un’occasione per «prendere coscienza che tutto è opera di Dio».

Paolo Curtaz 

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 Gesù sa che ogni uomo ha bisogno di una regola di vita, ma richiama all’essenzialità della regola che può – alla lunga – diventare una insopportabile gabbia. Non è forse la pericolosa deriva di una religiosità che si impantana in una vuota ritualità? Non è forse a questa continua conversione che siamo chiamati? Sì, certo, sì, ovvio. Siamo liberi, allora, non liberi dalle regole, ma liberi di amare in una regola di vita, siamo liberi perché il Maestro ci insegna ad andare al cuore di ogni gesto, all’ultima causa di ogni percorso. Purché tutto, autenticamente, ci porti ad amare. Come diceva Agostino: «Ama e fa ciò che vuoi».



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